Fondi calciatori paradisi fiscali Panama. Oltre 11 milioni di file segreti sui miliardi di dollari depositati nei paradisi fiscali da vip e potenti del mondo. Più di 200mila società offshore create dallo studio legale Mossack Fonseca di Panama City che rivelano gli affari riservati dei vertici del Pc cinese, del premier inglese Cameron, del presidente ucraino Poroshenko e degli uomini del presidente russo Putin. Grazie a un informatore, i reporter dell’International consortium of investigative journalists, a cui partecipa l’Espresso che ha pubblicato i documenti in Italia, hanno messo le mani in questa montagna di documenti. Ne scrive oggi, tra gli altri, Il Giornale, da cui sono presi stralci di questo articolo.

Nella lunga lista di nomi «Panama Papers» non poteva mancare il calcio: ci sono personaggi del calibro di Lionel Messi, il più celebre calciatore del mondo, che si è rivolto allo studio legale panamense per creare una società, la Mega Star Enterprises Inc.

E l’ex Pallone d’oro, attualmente dirigente sospeso dell’Uefa, Michel Platini: avrebbe creato la società Balney Enterprises Corp. a fine dicembre 2007. Nelle carte, stando a quanto riferisce l’Irish Times, figurerebbero anche i proprietari (alcuni ex, alcuni attuali) di 20 società di calcio, tra cui l’Inter e il Boca Juniors. Ma a tal proposito l’Irish Times per ora si limita ad indicare “Internazionale Milano” come una delle società presenti. Novità potrebbero emergere nei prossimi giorni.

Tra i nomi degli 800 italiani, spicca Luca di Montezemolo, procuratore di Lenville overseas, con sede a Panama, che nel 2007 ha siglato una serie di contratti. Il presidente di Alitalia, all’epoca ai vertici di Ferrari e Fiat, aveva ricevuto la delega per operare su un conto alla Bim Suisse, filiale svizzera della Banca Intermobiliare.

Del resto le informazioni hanno già messo in moto le autorità fiscali di numerosi Paesi, Stati Uniti e Germania in testa. Le 200mila società e fondazioni sono sparse per il mondo in 21 paradisi fiscali diversi, decine di migliaia di clienti tra cui politici, imprenditori, star dello spettacolo e dello sport. L’archivio scoperto riguarda tutte le operazioni finanziarie fatte dal 1977 alla fine del 2015 e mette in luce la gestione di enormi flussi di denaro frutto spesso di evasione fiscale, corruzione o di attività del crimine organizzato.

Tra gli sportivi italiani c’è Jarno Trulli, ex pilota italiano di Formula 1, che risulta essere azionista della Baker street Sa, una società registrata alle Seychelles.

Lo studio panamense si difende in tv dicendo che non è responsabile di quello che fanno i clienti con le loro società: «Sarebbe come accusare una casa automobilistica se una vettura viene usata per una rapina».