Rimini sciopero Lega Pro, i giocatori della squadra romagnola non scenderanno in campo il prossimo 2 aprile per la sfida contro il Teramo. Il motivo? Non vengono pagati da mesi.

«Ad oggi la società ha reso impossibile la prosecuzione di qualsiasi attività sportiva, rendendosi inadempiente in riferimento alle obbligazioni contrattuali – la denuncia dei giocatori e dell’AIC, l’Associazione italiana Calciatori, in una nota – Ormai da mesi non viene corrisposto alcun emolumento, rendendo difficile se non impossibile per i calciatori il loro mantenimento e quello della propria famiglia».

«Le risposte – prosegue il comunicato – e le soluzioni richieste nelle settimane passate non sono arrivate da parte della società, i calciatori si sentono umiliati e denigrati come professionisti e come uomini». Secondo i giocatori del Rimini, «la situazione è oggi irrimediabilmente compromessa. Valutata l’estrema gravità del contesto, vista l’impossibilità per i calciatori di proseguire il rapporto lavorativo e di adempiere alle proprie obbligazioni nell’assoluto inadempimento della parte datoriale, i calciatori e l’Aic comunicano che, in assenza dell’adempimento delle obbligazioni maturate entro venerdì e per tale denegata ipotesi, viene indetto fin d’ora uno sciopero dei calciatori tesserati per la società Rimini per la giornata del 2 aprile».

Rimini sciopero Lega Pro, ancora difficoltà nell’ex C

La situazione del Rimini sembra rispecchiare alla perfezione il quadro complessivo della Lega Pro. Un campionato che, come già analizzato da CF – Calcioefinanza.it nei giorni scorsi, continua ad avere difficoltà economiche.

Rimini sciopero Lega Pro, il quadro delle penalizzazioni nell'ex Serie C
Rimini sciopero Lega Pro, il quadro delle penalizzazioni nell’ex Serie C

E le penalizzazioni sembrano non essere finite qui, visto che lo stesso Rimini dovrebbe essere sanzionato per i mancati pagamenti ai giocatori. «I calciatori ben comprendono l’amarezza della città di Rimini e soprattutto della tifoseria, che fino a oggi ha supportato l’attività, sobbarcandosi anche i costi di pullman e trasferte – si legge nel comunicato dell’AIC -. L’assoluta latitanza della società non consente il sereno svolgimento dell’attività lavorativa nell’attuale improvvisazione». L’ennesimo caso di gestione societaria rivedibile che rischia di cancellare anni di storia di un club calcistico.

 

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