Corte appello Bruxelles sentenza Tpo nel calcio. La Corte d’appello di Bruxelles ha dato ragione alla Fifa, respingendo il ricorso del fondo d’investimento Doyen Sports e della Liga spagnola allo stop alla proprieta’ dei giocatori da parte di terzi (Tpo). Secondo la Corte, non ci sono i presupposti per ritenere che il divieto imposto dalla Fifa nel settembre 2014 violi il diritto comunitario sulla concorrenza.

Le Tpo, anzi, potrebbero favorire la corruzione e altre pratiche fraudolenti. Gia’ nello scorso luglio il Tribunale di prima istanza di Bruxelles aveva respinto la richiesta della Doyen per un’ingiunzione temporanea che sospendesse l’attuazione del divieto.

Una bocciatura senza appello, quindi, quella che arriva dalla sede europea e che ora apre interessanti scenari su quel che potrebbe accadere in futuro.

Per ulteriore chiarezza va ricordato che le TPO altro non sono che fondi privati, tendenzialmente con sedi dislocate nei vari paradisi fiscali, che già da tempo speculano su calciatori e società di mezza Europa, e sembra che intendano tuffarsi anche nel mercato calcistico italiano; perché l’Italia pallonara è in crisi, e dove c’è crisi, le Tpo sguazzano.

Originariamente, le Tpo iniziarono la loro attività nel mondo del calcio acquistando parte, o interamente, i cartellini di giovani e promettenti calciatori: si trattava di una vera e propria azione di talent scouting, con osservatori che giravano il mondo in cerca di futuri campioni da mettere sotto contratto prima che su di loro si avventassero i grandi club. Una volta che questi giovani cominciavano ad ottenere un certo prestigio internazionale, le Tpo promuovevano una loro cessione in base alle offerte economiche più appetibili, intascandosi pressoché l’intero prezzo del cartellino, e lasciando solo le briciole alle società cedenti.

Questo fenomeno, negli ultimi anni, ha avuto una crescita esponenziale: nella sola Europa, ad oggi, i fondi d’investimento sono i reali proprietari di circa 1.100 calciatori, per un valore complessivo stimato in più di un miliardo di euro; fra i Paesi maggiormente toccati, la Spagna (con l’8 percento di quote in mano a Tpo), il Portogallo (36 percento) e l’Olanda (3 percento). Ben più elevati i numeri in Sud America, storicamente terra in cui germogliano grandissimi talenti che poi raggiungono l’Europa per il decollo definitivo della loro carriera: in Brasile, ad esempio, le partecipazioni in giocatori del massimo campionato ha raggiunto il 90 percento.