Da un lato c’è la Gazzetta dello Sport che continua a perdere i suoi pezzi migliori. Dall’altro una Rai Sport in procinto di essere rivoltata come un calzino dal nuovo direttore Gabriele Romagnoli.

Nelle redazioni sportive si è aperto da qualche settimana un lungo valzer di poltrone (di ieri la nomina di Corcione a Sky) che sta portando diverse novità e che oggi è raccontato, tra gli altri (con “sfumature” assai diverse), da ItaliaOggi e L’Unità.

In particolare L’Unità analizza i dati delle trasmissioni di punta di quest’ultima settimana. Regge “Novantesimo minuto” che riesce, ancora, ad avere oltre un milione e seicentomila telespettatori, con uno share pari al 9,2%: ricetta fatta di tante immagini e di pochi qualificati ospiti. Perde in ascolti, specie rispetto alle annate storiche, la “Domenica sportiva” che comunque si assesta sul milione e duecentomila spettatori con uno share dell’8,9%.

A crollare del tutto, con ascolti davvero minimali, è “Il Processo del lunedì” che raggiunge meno di 400 mila spettatori con uno share del 2,56%. Peggio di “Tiki Taka” che ha l’ 8,1%.

 

Nel frattempo, come riporta Italiaoggi, il quotidiano sportivo di Rcs, dopo aver perso in estate la sua prima firma del calcio Paolo Condò, che ha preferito i più tranquilli lidi di Sky, ora lascia andare anche il vicedirettore Pier Bergonzi (ex prima firma del ciclismo e poi pure caporedattore centrale), che saluta la Gazzetta dopo 25 anni di onorato servizio per andare a fare il vicedirettore di Rai Sport con delega sul ciclismo.

Bergonzi è stato chiamato in Rai direttamente da Carlo Verdelli, direttore editoriale per l’offerta informativa della tv pubblica, che in passato aveva avuto modo di apprezzarne le qualità durante la sua direzione alla Gazzetta dello sport (dal 2006 al 2010).

Al quotidiano diretto da Andrea Monti rimangono comunque altri quattro vicedirettori (il vicario Gianni Valenti, e poi Stefano Cazzetta, Andrea Di Caro e Umberto Zapelloni). Vicedirettori che ovviamente non mancano neppure a Rai Sport, dove negli anni le nomine e i gradi si sono concessi con generosità e per mille motivi. Verdelli e Romagnoli, però, hanno sin da subito fatto intendere che le cose cambieranno. E per cambiarle necessitano di uomini di fi ducia che arrivino dall’esterno.

Di qui, in primis, la nomina dello stesso Romagnoli, grande narratore e uomo molto lontano dalle logiche Rai. Che verrà affiancato da due vicedirettori anch’essi chiamati da fuori. Uno è, appunto, Pier Bergonzi. L’altro deve ancora essere deciso.

L’obiettivo finale del duo Verdelli-Romagnoli è sostanzialmente quello di “azzerare quella Rai Sport vecchia e ferma al Novecento” evocata dai vari Enrico Varriale, Marco Mazzocchi, Bruno Gentili, Auro Bulbarelli e co., per entrare fi nalmente a gamba tesa nel 21esimo secolo con freschezza, tecnologia, pathos e racconto.

Bisogna dare un senso ai canali tv Rai Sport 1 e Rai Sport 2, che da anni hanno ascolti deludenti. E non è un caso che siano già state commissionate, per esempio, molte puntate del programma Sfide da dedicare agli Europei di calcio in Francia e alle Olimpiadi di Rio de Janeiro.

 

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