Il direttore editoriale dell’informazione Rai, Carlo Verdelli, si è presentato in commissione Vigilanza con il piglio che lo contraddistingue. Idee chiare e in stato di allerta per portare a termine la sua mission: cambiare la Rai, come vuole il dg Campo Dall’Orto. Il tema è affrontato oggi da un’ampia analisi del quotidiano “La Notizia”.

Senza peli sulla lingua Verdelli ha detto che l’informazione Rai è ferma al Novecento, che i giornalisti sono tanti, che i tre tiggì della sera non possono avere gli stessi titoli, che i talk show così come sono fatti sono un problema e che Rainews fa numeri ridicoli nonostante gli sforzi fatti per farla decollare. Per non parlare dell’informazione regionale rimasta in età paleolitica. Scossoni che la dicono lunga su che cosa a Saxa Rubra si debbano aspettare.

Carlo Verdelli ha spiegato che è stato preso Gabriele Romagnoli come direttore “non perché il predecessore si fosse macchiato di grandi colpe, ma perché c’era bisogno di una narrazione dello sport un po’ diversa da quella fatta fino ad oggi”. Ciò significa che anche lo sport Rai come è fatto adesso è giurassico.

L’Usigrai ha fiutato la tempesta in arrivo e si sta già prodigando per costruire barricate e per offrire un paracadute a Paris, il quale spera di fare il condirettore ma che invece potrebbe pagare i suoi non fruttuosi investimenti economici sulla Domenica sportiva (nonostante la buona conduzione di Antinelli). Comunque occhio perché in passato l’approccio intellettuale a Raisport, il VanityRai, non ha fatto gol. La scelta di Linus per gli Europei 2004 non fu vincente.