Investimenti cinesi nel calcio Zhu. «Al presidente Xi Jinping piace il calcio. Ma è interessato soprattutto alla crescita del movimento, non solo ai principali club» parola di Xiadong Zhu, proprietario del Pavia calcio e titolare di una serie di aziende che danno lavoro a 5mila persone nel suo Paese intervistato ieri da “La Provincia Pavese”.

L’interesse naturalmente è per la squadra cittadina, ma anche per l’esplosione di investimenti cinesi nel calcio europeo.

Chi investe nel calcio riceve contributi statali? «Non direttamente, ma indirettamente. Nel senso che la federazione centrale raccoglie tutti i soldi delle sponsorizzazioni private e poi li ripartisce alle varie società che operano nel nostro Paese».

Ricevete fondi voi che operate all’estero? «No, noi no». La società che controlla gran parte degli interessi legati al calcio italiano, la Infront, è nelle mani di imprenditori cinesi. Voi avete rapporti con Infront? «Personalmente no, ma rapporti indiretti possono esserci».

Zhu è a Pavia in questi giorni con un gruppo di una ventina di cinesi (portati anche in visita alla Ferrari, a Maranello. «Sono i miei dipendenti migliori – ha spiegato prima al sindaco Depaoli, poi al rettore dell’Università Rugge – sono in Italia a visitare alcune città e a fare shopping. Sono tutti già ricchi, così li ho portati a Pavia perché diventino 17 ambasciatori di questa bella città che merita di essere conosciuta dai cinesi».

Chi le piace di più dei suoi giocatori? «Credo che tutti siano buoni giocatori. Certo, Cesarini lo scorso anno ha dimostrato un grandissimo impegno costante. Ha talento e sa cosa deva fare. Ma tutti, lo ripeto, sono otttimi giocatori. Gli obiettivi e gli impegni sono quelli già dati: al più presto vogliamo la serie B. Per adesso».