“Se Zamparini non ha più l’entusiasmo di una volta o non trova i collaboratori giusti meglio che favorisca un cambio al vertice. Ci vorrebbe un personaggio forte, anche uno sceicco o un grande imprenditore straniero, purché il caos finisca e per il Palermo possa aprirsi una nuova stagione di successi e serenità. Io, Totò Schillaci, che ho vissuto il calcio ad alti livelli e ho un legame forte con la gente palermitana anche per le famose «Notti magiche» di Italia 90, posso augurarmi solo che la squadra resti sempre nelle zone nobili della A. E, se potrò, sarò in tribuna in queste giornate a tifare con tutta la passione che ho: «Forza Palermo»”.

Con queste parole Salvatore Schillaci chiude il suo appello pubblicato questa mattina dalla Gazzetta in cui analizza la situazione del Palermo e chiede l’intervento di un uomo forte, invitando di fatto Zamparini a passare la mano.

Schillaci, che da calciatore fu simbolo del Messina prima di approdare alla Juventus e diventare l’eroe di Italia ’90, entra a piedi uniti nella situazione, criticando la gestione su tutta la linea.

“Ci risiamo – scrive Schillaci sulla Gazzetta dello Sport di oggi -. Il caos a Palermo continua e io, Totò Schillaci, che sono palermitano, innamorato della mia città e tifoso rosanero, non posso che dirmi dispiaciuto. Sconcertato, anche. Ma fino ad un certo punto. Tutti conosciamo il presidente Maurizio Zamparini e sappiamo che gli esoneri, gli addii improvvisi degli allenatori, i colpi di teatro o certe strane e contraddittorie vicende, vissute a distanza dal patron, sono ricorrenti.

Prima o poi succederà ancora. Quasi non possiamo farci nulla ormai. L’addio di Guillermo Schelotto è un altro tassello di un mosaico della tensione che va completandosi. Che succederà a fine stagione? Di sicuro il popolo palermitano si è stancato di questa continua incertezza.

La speranza di tutti noi è che dopo l’ennesimo terremoto il presidente possa capire che ci vuole continuità per ottenere risultati e rispettare un programma a lunga scadenza, soprattutto se centrato sui giovani.

Certo, non va dimenticato che Zamparini ha fatto del bene per la città: quali altri imprenditori in questi ultimi 14 anni avrebbero avuto le risorse per mantenere il Palermo a questi livelli? Pochi, o nessuno. Dobbiamo ringraziarlo.

Ma, ragionando in buona fede, non possiamo nemmeno sottovalutare i rischi che determinate vicende possono creare in seno ad un club. Arrivano voci secondo cui ci sarebbero stati pure problemi tra il presidente e il tecnico argentino. Non ho certezze e non è nemmeno così importante scavare.

Quello che conta adesso è salvare la stagione. E non crediate che sia facile in una fase storica del genere. Giovanni Tedesco lo apprezzavo come giocatore. So che ha avuto un’esperienza in panchina a Malta. Ma credo, onestamente, che sia ancora alle prime armi per la Serie A.

La soluzione migliore sarebbe affiancargli un tecnico di esperienza per vincere quelle partite che servono per centrare la salvezza. Oppure l’opzione B sarebbe richiamare Beppe Iachini, un uomo navigato che conosce bene l’ambiente e che può portare la squadra fuori dalla tempesta”. 

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