Juventus – Napoli e Sanremo. Tutto in una notte, quella – peraltro – di San Valentino. Sky e Mediaset per una volta si sono ritrovate insieme a ringraziare la Lega per la sensazionale contro-programmazione che il caso ha regalato loro.

Ufficialmente non c’era nessuna ragione perché il grande match, fermo restando i dettami da Auditel sul posticipo serale, non venisse disputato domenica: sì, è vero, il Napoli giovedì ha l’Europa League, si reca in Spagna sul campo del Villarreal. Ma quattro giorni di spazio c’erano comunque.

Pensare a un pubblico medio di 5 milioni di telespettatori per Juventus-Napoli non è utopia, e chissà quanti di questi usciranno dal potenziale mucchio degli oltre 11 milioni chiamati a raccolta dall’appuntamento festivaliero dodici mesi fa.

 

La grandissima attesa per l’evento e qualche riferimento precedente danno aria alle speranze delle due concorrenti della Rai di assestare una botta senza precedenti a Carlo Conti, che l’anno scorso marchiò il suo primo Festival con la migliore performance media degli ultimi 10 anni e con un rispettabilissimo 54,21% di share nella serata cruciale, ben poco oscurata dal contemporaneo pallone di Palermo-Napoli.

Due domeniche or sono, la “prova generale” di Milan-Inter – partita che oltre al naturale interesse dei tifosi “neutrali” unisce due grandi masse di tifosi – ha prodotto 4,4 milioni di spettatori complessivi tra le due piattaforme, per un 11,5% complessivo di share: un ottimo risultato, assolutamente migliorabile dai 4 milioni e 700 mila abbonati circa del colosso satellitare e dai 2 del gruppo di Cologno Monzese e dalla vasta audience presente nei locali pubblici in cui sarà possibile assistere alla gara.

Quello che è certo, per ora, è che saranno pochissimi gli angoli d’Italia in cui ci sarà posto per qualche cosa di diverso: pensate poi ai milanesi, che festeggiano pure il loro Carnevale, il sabato grasso posticipato di sette giorni rispetto al resto del Paese.

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