I nuovi compagni di viaggio che Mr Bee ha, o avrebbe, trovato vogliono “approfondire il dossier”, come del resto a quanto pare stanno facendo da un anno, capire meglio i dettagli del ventilato accordo e valutare il ritorno dell’ingente investimento che avrebbe un senso compiuto solo con la quotazione a Hong Kong del club rossonero. 

Tutto questo per dire – come ribadisce oggi MilanoFinanza – che l’ennesimo blitz di Bee Taechaubol a Milano si è concluso con un altro nulla di fatto, ancora una fumata grigia. A più di un anno dall’avvio della trattativa. O meglio dell’abboccamento. Bee Taechaubol torna a casa, in Thailandia, dopo un breve blitz di 24 ore (e due incontri con Silvio Berlusconi e gli uomini di Fininvest), senza uno straccio di documento firmato.

E tanto meno senza aver alzato il velo sui suoi alleati, pronti in teoria a mettere sul piatto 480 milioni per il 48% del Milan controllato dalla Fininvest. Tra le parti non ci sarebbero malumori e da quel che trapela i contatti proseguiranno.

Certo è che anche in Via Paleocapa, sede di Fininvest, qualcuno fa notare che già esattamente un anno fa si era a questo punto della vicenda: sono trascorsi 12 mesi e nulla è cambiato.

C’è, a partire dal presidente Marina Berlusconi fino all’ad Pasquale Cannatelli, molta cautela. Anche se è risaputo che la primogenita dell’ex premier, così come il fratello minore Pier Silvio, sia ben disposta ad aprire il capitale del Milan, se non cedere del tutto la partecipazione, per incassare capitali freschi, fare plusvalenza e trovare un alleato col quale dividere i costi di gestione del club che nel 2014 ha registrato una perdita consolidata di oltre 91 milioni.

Il problema centrale, però, resta sempre quello della valutazione della squadra, tra le più blasonate al mondo. Per Silvio Berlusconi vale 1 miliardo (oltre al debito di 250 milioni).

Per molti osservatori vale molto meno: al massimo 600-650 milioni, ovvero la valutazione massima fatta del 100% del club da parte del fondo Usa Madison, al momento l’unica vera alternativa al progetto di Mr Bee.

Il punto di partenza ci sarebbe: è rappresentato dai 500 milioni di valore del marchio Milan, calcolato anni fa e attualizzato dagli esperti del settore in base all’attuale bacino rappresentato dai 14 milioni di tifosi in Italia.

Ma solo Bee Taechaubol è l’unico che si è detto pronto a mettere sul piatto quasi mezzo miliardo per acquistare la quota di minoranza qualificata del Milan. Anche se però quei soldi non si sono mai visti, tanto meno una caparra.

Ma quel che è peggio è che ancora oggi, dopo il secondo incontro con la proprietà della squadra rossonera, nessuno ha capito chi siano i suoi compagni d’avventura. Si dice che il finanziere thailandese stia facendo il giro delle sette chiese in Estremo Oriente. Ma come dice un banchiere di lungo corso vicino al dossier «il momento d’oro pare essere passato».

Di fatto, mentre il Milan si concentra sull’unico vero obiettivo di stagione, ovvero la Coppa Italia, anche Fininvest sta tenendo aperta la porta. Ma più passa il tempo, più l’opzione rappresentata da Mr Bee pare sempre meno concreta.

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