Ashley Cole flop, la Roma saluta il terzino inglese. Ormai fuori rosa, l’ex Arsenal e Chelsea ha trovato l’accordo per la risoluzione del contratto con i giallorossi: un addio che non lascerà grandi rimpianti nella Capitale.

Sbarcato a Roma a parametro zero nell’estate 2014, Cole sembrava poter essere il colpo d’esperienza necessario per far crescere i compagni. Un po’ come doveva essere Vidic all’Inter. E forse non è un caso che l’avventura italiana di entrambi si sia interrotta bruscamente nel giro di poche settimane. Eppure nella scorsa stagione l’inglese era stato comunque utilizzato, non eccessivamente ma comunque fino all’8 aveva collezionato 16 presenze (diventando anche idolo del web grazie alle sue posizioni nelle foto di squadra).

Ashley Cole flop, il terzino scherza coi compagni giallorossi
Ashley Cole flop, il terzino scherza coi compagni giallorossi

Numero di presenze che da quello 0-0 all’Olimpico contro il Chievo, però, non è più aumentato. Nessuna presenza nel finale della scorsa stagione, addirittura fuori rosa nel 2015/16, sia in Serie A che in Champions League, anche perché la speranza di cedere il giocatore nel mercato estivo era rimasta tale. La conclusione del rapporto tra Cole e la Roma, quindi, sembrava scontato, e in fondo scontato è stato: una risoluzione consensuale, con il terzino che ora potrebbe sbarcare negli Usa. Portandosi a casa, comunque, una discreta somma.

Ashley Cole flop, 7 milioni di impatto a bilancio

L’impatto a bilancio di Ashley Cole, infatti, è stato tutt’altro che economica. Magari più bassa dell’esempio di Vidic, ma cifre comunque di tutto rispetto: 6,9 milioni lordi di stipendio per un anno e mezzo (2,3 netti a stagione) più 0,75 milioni di ammortamento (un milione totale a bilancio, per compensi ad intermediari), totale 7,65 milioni di euro.

Ashley Cole flop, il valore a bilancio del terzino al 30/6/2015
Ashley Cole flop, il valore a bilancio del terzino al 30/6/2015

Una spesa importante, anche considerando i soli 1282′ disputati dal giocatore: il rapporto è di quasi 6 mila euro per ciascun minuto giocato (per la precisione 5971, 89 euro), cifra anche superiore a quanto versato dall’Inter al difensore serbo. A dimostrazione che non sempre i colpi a parametro zero sono così convenienti come sembra.

 

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