Pallone d’oro 2015, Lionel Messi fa pokerissimo: l’argentino ha conquistato il suo quinto trofeo come miglior giocatore dell’anno per la Fifa. L’ennesimo trionfo per il talento del Barcellona, che ha ancora una volta sconfitto al fotofinish l’eterno rivale Cristiano Ronaldo, oltre a Neymar, senza dubbio il talento in ascesa.

Pallone d'oro 2015, Lionel Messi
Pallone d’oro 2015, Lionel Messi

La “pulce” ha ottenuto il 41.33% dei voti, 27.76% per il portoghese, 7.86% per il brasiliano: così si sono espressi i giudici, che hanno avuto pochi dubbi nel consegnare il pallone d’oro 2015 a Messi. Gli altri premi se li sono aggiudicati Luis Enrique (miglior allenatore 2015), Wendell Lira (miglior gol 2015, davanti alla rete di Florenzi contro il Barcellona) e Carli Llloyd (miglior giocatrice 2015).

Pallone d'oro 2015, Luis Enrique il miglior allenatore
Pallone d’oro 2015, Luis Enrique il miglior allenatore

Un premio che era nell’aria, e che sta diventando fin noioso per la ripetitività dei vincitori: dal 2008 ad oggi si sono alternati 5 volte Messi e 3 volte Cristiano Ronaldo. Non il massimo del divertimento, anche se Neymar sembra pronto per insidiare i due mostri sacri, pure dal punto di vista del brand (e l’accordo con Jordan lo dimostra).

Pallone d’oro 2015, Messi e le voci inglesi

Ovviamente i primi complimenti, addirittura in anticipo, sono arrivati da Barcellona, nelle parole del presidente blaugrana Bartomeu in un’intervista a Repubblica: «Leo merita tutto – le parole del n°1 del Barça -. È il più grande della storia, lo dicono i numeri. E non si fermerà a questo». Niente addio, però: «No, nemmeno un anno fa, non ci ha mai sfiorato l’idea di lasciarlo andare. Nel 2013 Tata Martino fu catapultato all’ultimo, per la malattia di Tito Vilanova. Nell’estate 2014, ds Zubizarreta, facemmo 24 operazioni di mercato, un record. All’inizio del ciclo di Luis Enrique non eravamo il classico Barça spettacolare. Il punto di reazione fu la sconfitta con la Real Sociedad. E il primo a reagire fu Leo».

Eppure le voci di mercato non mancano. Ultima, quella legata ad un possibile trasferimento in Inghilterra: «Messi sta bene qui. È il suo posto da quando aveva 13 anni, legherà al Barça tutta la carriera. Rispetto al 2008 è sempre il migliore, ma si è reinventato il ruolo nel gruppo. Non fa solo formidabili gol: tutto il Barcellona passa attraverso la sua intelligenza. È generoso con tutti. Negli occhi della squadra leggi la felicità di divertirsi e di divertire la gente. Leo è felice qui». In realtà in casa Adidas avrebbero già un piano: l’idea sarebbe quella di riunire Guardiola e Messi al Manchester United, dalla scorsa estate sponsorizzata dall’azienda tedesca. Complicato, ma il trio potrebbe essere esplosivo, in campo e non solo.

 

 

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