Dopo aver licenziato Josè Mourinho – in una operazione in cui il protagonista principale sembra essere stato soprattutto il direttore sportivo Michael Emenalo (nella foto con Mou) – ora il Chelsea affidato a Guus Hiddink si candida a diventare protagonista del mercato di gennaio. Ci sono una Champions league da onorare (negli ottavi avversario sarà il Psg) e una Premier league da rimettere in piedi nei limiti del possibile.

Solo 32 milioni sono stati investiti quest’estate per rinforzare la rosa a fronte di (dati transfermarkt.it) spese per 90,4 milioni di euro e cessioni per un valore complessivo di 59,09 milioni. L’innesto più importante è stato quello di Pedro per 27 milioni dal Barcellona seguito dall’acquisto di prospettiva di Rahman Baba per 20. In uscita soprattutto Filipe Luis all’Atletico Madrid per 16 milioni e Petr Cech per 14 all’Arsenal.

Cosa può succedere ora? 

Nel maggio dello scorso anno C&F aveva analizzato lo scenario di fronte al Chelsea alla luce dei suoi nuovi introiti (televisivi e nelle sponsorizzazioni, in seguito al super accordo con Yokohama).

Le stime fatte sul bilancio, anche alla luce degli sforamenti consentiti dal Fair Play finanziario, parlavano chiaro. La società di Roman Abramovic, uscita ormai dalla fase di investimenti intensivi del proprietario, poteva disporre di un budget di almeno 130 milioni di sterline, ovvero almeno 180 milioni di euro da spendere.

A questo punto non è impossibile immaginare che la società possa essere pronta a spendere gran parte dei 100 milioni di euro risultanti dalla differenza tra il budget di 180 milioni possibile al netto dei 30 milioni già spesi quest’estate e dei 50 milioni che rappresentano la clamorosa buona uscita pagata a Mourinho.

Già lo scorso anno, del resto, il Chelsea fu protagonista assoluto del mercato di gennaio mettendo a segno l’acquisto più costoso dell’intera sessione, ovvero l’ingaggio di Juan Cuadrado dalla Fiorentina per 33,4 milioni di euro (davanti a quello di Wilfried Bony passato dallo Swansea al Manchester City per 32,3 milioni).

Inutile fare qui nomi di possibili target per il Chelsea, quel che è chiaro è che il club non può non operare per dare a Hiddink una rosa rinnovata più che rinforzata in grado non tanto di alzare un livello medio di valore già importante ma di inserire possibili alternative in grado di dare ai vari reparti la scossa che è sembrata mancare in questo nuovo campionato.

Vero è, tuttavia, che il passato non fa ben sperare. Oltre ai milioni buttati per Cuadrado – che con Mourinho non ebbe mai fortuna – vanno ricordati anche i 50 milioni di sterline spesi nel 2011 per Fernando Torres dal Liverpool: una cifra che tuttavia non venne giustificata dalle prestazioni del giocatore, fortemente in regressione rispetto a quanto aveva mostrato in precendenza ad Anfield.

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