Valore economico squadre, Juventus e Milan sono le uniche squadre italiane nella top 10 d’Europa. A dirlo è la London School of Marketing, che in uno studio ha messo a confronto le società più importanti del Continente, redigendo una classifica in base alla cifra (tenendo conto di ricavi, patrimonio, tifoseria, sponsor e parco giocatori) che servirebbe per acquistare la società

Nella graduatoria in testa c’è il Real Madrid, valutato circa 2,85 miliardi di euro (2,07 miliardi di sterline), seguito da vicino da Manchester United (2,82 miliardi di euro), Barcellona (2,76 miliardi) e Manchester City (2,75 miliardi), insieme al Bayern Monaco (2 miliardi) le uniche società a superare la valutazione di 2 miliardi di euro. A seguire poi Chelsea (1,19 miliardi), Arsenal (1,14 miliardi) e Liverpool (860 milioni).

Valore economico squadre, la classifica (in sterline) della London School of Marketing
Valore economico squadre, la classifica (in sterline) della London School of Marketing

Valore economico squadre, le italiane

Per trovare la prima italiana bisogna quindi scendere alla nona posizione, dove si piazza la Juventus con 530 milioni di sterline, pari a 730 milioni di euro. Alle spalle dei bianconeri c’è invece il Milan, “fermo” a quota 492 milioni di sterline, cioè circa 680 milioni di euro, una valutazione maggiore rispetto a quella fatta dalla stessa Fininvest ma inferiore rispetto a quella della trattativa Bee-Berlusconi per la cessione del 51% del club. Terza italiana nella graduatoria del valore economico squadre è l’Inter, 15ª con una quotazione di 384 milioni di euro (279 milioni di sterline), quasi quanto l’ultima valutazione fatta fare da Erick Thohir sulla propria società. A chiudere il quadro per le squadre del nostro paese, tra le top 20 d’Europa troviamo anche il Napoli di De Laurentiis, 17° con 310 milioni di euro (224 milioni di sterline). Il tutto all’interno di una classifica largamente dominato dalla Premier League, che ha in graduatoria ben 5 squadre nelle prime 10 e 8 nelle prime 20, comprese le “piccole” Newcastle e West Ham. A dimostrazione che a livello economico oggi nessuno può battere, complessivamente, il campionato inglese.