L’Atalanta vive un momento magico in campionato dopo la vittoria contro la Roma all’Olimpico e il suo tecnico Edoardo Reja la promuove in pieno sia dal punto di vista sportivo che sul lato organizzativo.

Il fiore all’occhiello rimane il settore giovanile, che in questo momento vale in Europa come quello del Bayern di Monaco se si considera che – con 6 giocatori impegnati in prima squadra e 12 che vantano un contratto in una delle prime cinque leghe del calcio europeo – i bergamaschi hanno ottenuto gli stessi risultati dei bavaresi nella valorizzazione dei calciatori.

Ma c’è molto di più, e parlando a La Gazzetta dello sport il tecnico promuove innanzitutto la struttura societaria Atalanta organizzata dal presidente Percassi. “Percassi – spiega Reja – ha dotato l’Atalanta di un’organizzazione da grande squadra, Napoli e Lazio non dispongono nè di queste strutture nè di questa capillare distribuzione dei compiti. Posso lavorare in un contesto di altissimo profilo professionale e mi avvalgo della collaborazione di una quindicina di persone”.

Sul capitolo staff: “I miei uomini sono soltanto due, cioè il preparatore Gigi Febbrari, che ha avuto il coraggio di lasciare la Roma per raggiungermi qui, e il vice in panchina, Alberto Bollini. Poi da Porrini a Fumagalli e via elencando sono uomini del club. Con i quali lavoriamo in totale sintonia adottando metodi d’avanguardia sia nell’analisi dei dati fisici di ciascun calciatore che nella preparazione atletica”.

D’avanguardia anche la preparazione atletica: “Finora, tanto per dire, non abbiamo avuto nemmeno un infortunio muscolare. Febbrari mi ha appena letto un pezzo di Sportweek nel quale Piqué parla dei sistemi di preparazione del Barcellona, un lavoro sul campo senza l’ausilio delle macchine in palestra. Proprio come il nostro”.

A questo punto nulla è precluso, soprattutto dopo le due grandi prestazioni contro Milan e Roma. Con Reja che non mette le mani avanti e lascia il pallino del mercatoalla società: “Il presidente – spiega Reja – sa che da parte nostra c’è il desiderio di coniugare spettacolo e risultati ma il lotto dei pretendenti all’Europa è nutrito. Per come è fatto, è capacissimo di andare a caccia sul mercato di gennaio, questo lo so. Ma io non gli chiederò niente”.