Il bilancio Figc 2015 è in profondo rosso: stando al bilancio di previsione, infatti, il deficit della Federcalcio si assesterebbe sui -12,9 milioni di euro. “Siamo una federazione virtuosa che ha ridotto al minimo i costi di gestione pur garantendo tutti i servizi – le parole di Carlo Tavecchio, numero 1 della Figc, al termine del consiglio federale in cui è stato approvato il budget 2016 – e mantenendo gli investimenti in particolare per il calcio femminile e quello di base. Le ripetute decurtazioni ci mettono però in grave difficoltà, penalizzando oltremodo la disciplina di punta dello sport italiano”.

Nel 2011 il Coni infatti versava alla Figc più di 78 milioni. Da quell’anno in poi si è passati prima a 62,5, poi a 40,1 e infine ai 37,5 milioni per il 2016. “Dal 2011 abbiamo perso circa 100 milioni, a cadenza di 20 milioni l’anno – ha proseguito Tavecchio -. Una federazione con una simile riduzione in anni di non crescita del paese ha fatto comunque il possibile per mantenere un bilancio consono alle strategie”. Una cifra più che dimezzata, quindi, nel giro di 5 anni, e che continua ad influire negativamente anche sul bilancio della Federcalcio, sempre più in rosso: dopo il -10 di un anno fa, la previsione per il bilancio Figc 2015 parla di un -12,9. Una situazione che non fa che aumentare gli attriti tra Coni e Federcalcio, ma anche e soprattutto tra Malagò e Tavecchio, dovuti soprattutto alle gaffe del presidente del numero 1 del pallone italiano.

“Alla luce di questi fatti, e lo dico con estrema chiarezza, dovremo valutare altri tipi di risorse -ha concluso infine Tavecchio- e non so se sia normale che vengano utilizzati dal sistema italiano delle scommesse tutti i marchi di Figc e leghe senza che noi percepiamo un euro. Dobbiamo grattare il fondo del barile ma non ci sono tante situazioni da inventare. Non possiamo mica inventare la nazionale dei “Globetrotters” che fa tutte le settimane una amichevole in giro per il mondo”.