Abbbonati Pay tv – Bt Tv, la televisione a pagamento del principale operatore di tlc britannico, che ha strappato l’esclusiva della Champions League nel Regno Unito a Sky grazie a un’offerta monstre da 1,2 miliardi di euro, ha “solo” 1,3 milioni di abbonati, contro gli 1,8 milioni fatti registrare al 30 settembre scorso da Mediaset Premium, l’altro principale concorrente del gruppo controllato da Rupert Murdoch ma attivo sul mercato italiano. E’ questo uno dei dati più interessanti che emerge da una particolareggiata inchiesta di Milano Finanza sul numero di abbonati pay tv, dal quale emerge che il numero di clienti complessivi delle otto principali piattaforme a pagamento del vecchio continente è pari a 45 milioni.

Il dato, che tiene conto anche dei clienti della spagnola Telefonica in alcuni mercati del Sud America e della francese Canal+ in Vietnam e Africa, è in aumento rispetto ai quasi 43 milioni di neppure un anno fa. Di questi circa la metà (21,14 milioni) fanno capo a Sky, che si conferma così al top in Europa, grazie alle posizioni di forza detenute nel Regno Unito, in Germania e Austria, e nel mercato italiano.

Abbonati Pay Tv, i primi 8 gruppi europei
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Nonostante la sfida lanciata a Sky da Bt Tv, oltremanica i telespettatori continuano ad apprezzare l’offerta della tv a pagamento di Murdoch visto che, dati alla mano, il 30 settembre scorso, al termine del primo trimestre dell’esercizio fiscale 2015-2016, i sottoscrittori dei pacchetti Sky erano cresciuti del 4,6% rispetto allo stesso periodo precedente. Distanziando enormemente la stessa Bt, che oggi vale un decimo, in termini di mercato, nonostante abbia registrato nell’ultimo trimestre l’incremento record di sottoscrizioni: +106 mila rispetto allo scorso giugno.

La pay di Murdoch domina anche perché è l’unico operatore satellitare di fatto in Germania: questa posizione le permette di incrementare costantemente il bacino, salito oggi a 4,37 milioni di clienti.

Diritti Champions League e Top League in Europa, gli investimenti delle pay-tv
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Sky rallenta invece in Italia da due trimestri, e a fine settembre il numero di clienti è sceso a 4,69 milioni. Una delle cause può essere certamente riscontrata nel potenziamento dell’offerta, in particolar modo calcistica, del competitor, la pay tv digitale Mediaset Premium, salita a 1,815 milioni clienti (+112 mila rispetto allo scorso luglio, un balzo quindi superiore a quello di Bt) e che ora viaggia verso gli 1,9 milioni di abbonati.

La pay del Biscione, nel cui capitale figura Telefonica con l’11%, ha speso tanto (1,8 miliardi per i diritti triennali della Serie A e della Champions League, quest’ultima in esclusiva) per questa guerra calcistico-televisiva, che a fine settembre ha fruttato ricavi per 406,1 milioni (+0,9%) a fronte di costi per 769,4 milioni (+10%).

Ma nel futuro di Premium potrebbero esserci novità strutturali, visto che da tempo si parla di un interessamento di Vivendi, primo socio di Telecom con oltre il 20%, mentre in passato erano circolate indiscrezioni circa offerta, poi rifiutate, da parte di Sky.

E proprio il gruppo francese di Vincent Bolloré deve guardarsi le spalle sul mercato domestico. I contendenti in questo campo sono Orange, che oltre all’offerta pay può contare sul bacino rappresentato dai clienti dell’iptv, e l’emittente del Qatar BeIn (gruppo Al Jazeera), è già arrivata a 2,5 milioni di clienti con l’obiettivo di toccare la soglia dei 3 milioni con i prossimi Europei di calcio a giugno e luglio. Una guerra che ha fatto perdere, anno su anno, 88 mila abbonati a Vivendi.