Claudio Lotito
Claudio Lotito presidente della Lazio (Insidefoto)

In assenza di sviluppi di cronaca sull’inchiesta della Procura di Milano sui diritti tv della Serie A, il Corriere della Sera sceglie di pubblicare stralci delle intercettazioni telefoniche tra i protagonisti della vicenda. Nessuna sconvolgente rivelazione, visto che le conversazioni riportate dal quotidiano di Via Solferino si riferiscono a fatti sui quali sono già stati versati fiumi di inchiostro, ma la pubblicazione dei dialoghi tra il presidente della Lazio, Claudio Lotito, il numero uno di Infront Italy, Marco Bogarelli, e altri dirigenti di Mediaset e di alcune società di calcio, va nella direzione di rafforzare la tesi portata avanti dai magistrati milanesi.

Nella partita dei diritti tv del calcio pare che tutti giochino nella stessa squadra – scrive il Corriere della Sera – che non ci siano confini tra chi mette all’asta un patrimonio miliardario e chi lo vuole sfruttare guadagnandoci su.

Dalle intercettazioni dell’inchiesta della Procura di Milano per «ostacolo all’attività dell’autorità di vigilanza» della Covisoc, «turbativa d’asta» e «turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente» emerge che perno del gioco è la Infront Italy dell’indagato Marco Bogarelli, l’advisor della Lega calcio nell’assegnazione dei diritti che ha un ruolo decisivo anche nel pronto soccorso finanziario che evita punti di penalizzazione alle società in crisi.

La situazione: il Bari è in difficoltà e non può «pagare gli stipendi dei giocatori», scrive la Gdf di Milano. È la Infront a procurare i 500 mila euro anche su richiesta di Claudio Lotito, presidente della Lazio, indagato, che mostra un «particolare interesse» mentre il 16 aprile scorso parla con Bogarelli.

Lotito: «Marco… me stai a fa’ scoppia’ un casino là, eh?».
Bogarelli: «Eh, ca…! Io?.. Ma porca put…. tr…».
L.: «Ma, ma,… non è possibile per 500 mila euro…».
B.: «Ma no, ma li trovo… io».
L.: (…) «Ma succede il pu…».
B.: «Oh! Statte bono! Ho già chiamato Giuseppe (Ciocchetti, precisa la Gdf, ndr) e gli ho detto di farlo, lo facciamo noi oggi… oh, ca…! Digli… tieni i contatti con Giuseppe, lui sa tutto e lo fa oggi».
L.: «Siccome pe’ 500 mila euro poi le cose si siste… noi stiamo parlando di milioni d’euro… ca…» (…) «faje fa’ sto mandato di 500 mila euro così se lo toglie dal ca…».

Le cose paiono risolversi. Ciocchetti chiama il presidente del Bari Gianluca Paparesta (indagato) e chiede: «Fammi una fattura tu a Infront» (…) «per il secondo sponsor di maglia, stagione corrente e stagione 14… no, scusami, sì 15/16».
Paparesta : «15/16… ok, va bene».

È il 28 aprile scorso, il patron del Genoa Enrico Preziosi (indagato) è preoccupato. Infront gli ha promesso 15 milioni che eviterebbero alla squadra «punti di penalizzazione» e che sembra debba rimborsare. Non sono arrivati.

Bogarelli: «Beh, come è possibile?».
Preziosi: «No, no, mi ha detto che non hanno fatto… e io sono proprio in grave difficoltà perché…».
B.: «No, no, ma sei matto, scusami, ma ero sicuro che l’avesse già fatto al più tardi venerdì, chiamo subito».

I contatti tra Bogarelli, un manager di Rti e il presidente della Lega di serie B Andrea Abodi fanno sospettare agli investigatori «possibili criticità» nell’iter per la predisposizione del nuovo bando per i diritti di B 2015/2018.

La Gdf registra Bogarelli il 30 marzo che parla con Giorgio Restelli, direttore risorse artistiche di Rti, società Mediaset, che non è indagato, a differenza di Marco Giordani e Giorgio Giovetti, sempre di Rti. I diritti tv di serie B, però, poi andranno a Sky.

Bogarelli: (…) «Io metterei subito dentro anche il chiaro, non metterei il prezzo minimo».
Restelli: «Ah».
B.: «Il che mi consente di non assegnare automaticamente e di fare delle valutazioni diverse… di congruità, di rete… di pippe, capito? quindi comunque fare un altro giro se il risultato è diverso dalle aspettative».
R.: «Le aspettative sono… più di 10, giusto?».
B.: «Le aspettative sì, sono più o meno intorno a quella cifra… però, al di là delle aspettative, dipende anche uno cosa propone, hai capito?».
R.: «Chiaro».
B.: «Quindi… quel tipo di valutazione se non metto il prezzo minimo posso permettermi di farla».
R.: «Ok… ok, ne parlo…».
B.:«Se vuole… se vuole digli… ne parli su… parli con Pasquale e casomai faccio chiamare da Mario», per la Gdf potrebbe trattarsi di Pasquale Cannatelli, amministratore delegato di Fininvest, e di Mario Morelli, legale di Infront Italy, entrambi non indagati.
R.: «Ecco, sì bravo, adesso provo a parlare subito con Pasquale e poi ti dico».

A «rafforzare» l’ipotesi di «turbative» c’è anche un’intercettazione tra Locatelli e Abodi, non indagato.

Abodi: «Ho parlato con Marco e con Giorgio l’altro giorno», per la Gdf sono Marco Bogarelli e Giorgio Restelli.
L.: «Ok».
A.: «Mi hanno dato appunto le indicazioni che hanno dato a te…» (…).
L.: «No io pensavo, penso che la cosa necessaria adesso (sia, ndr) di uscire comunque, predisporre il bando, uscire, senza specificare un minimo in modo che questo ci consegna a noi la massima flessibilità».
A.: «Esattamente, volevo dirti la stessa cosa».

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