Lettera di intenti Preziosi Calabrò – «I colloqui in corso tra Calfin International, società riferibile all’imprenditore Giovanni Calabrò, e Enrico Preziosi stanno proseguendo in modo costruttivo e le parti hanno sottoscritto una lettera d’intenti che riassume i termini essenziali delle intese sino a ora raggiunte e regolamenta il percorso da seguire al fine di sottoscrivere gli accordi vincolanti e concludere l’operazione di rafforzamento patrimoniale del gruppo Fingiochi». E’ quanto annunciato dalla stessa Fingiochi attraverso il suo presidente Enrico Preziosi. Nella nota ufficiale si comunica inoltre che «Le attività di due diligence saranno avviate quanto prima».

Con la firma della lettera di intenti Preziosi Calabrò entra dunque nel vivo la trattativa tra i due imprenditori, ufficializzata la scorsa settimana, ma il cui perimetro è ancora tutto da decifrare. Il comunicato della Fingiochi si parla esplicitamente di «rafforzamento patrimoniale del gruppo Fingiochi». Ma Fingiochi non è solo il 75% del Genoa, ma anche il 29,32% della Giochi Preziosi (un altro 20,96% fa capo alla newco Preziosi Investments) e un importante patrimonio immobiliare.

A quali di questi asset sarebbe dunque interessato Calabrò? Nei giorni scorsi il quotidiano Milano Finanza aveva sottolineato che in realtà Calabrò non punterebbe al Genoa (che potrebbe comunque rientrare nell’operazione) quanto alla quota detenuta da Fingiochi nella Giochi Preziosi.

Sembra oltretutto poco probabile che, al di là delle reali mire di Calabrò, il presidente del Genoa sia intenzionato a privarsi di una fetta della Giochi Preziosi, che ha completato con successo il percorso di ristrutturazione del debito e che ha chiuso l’esercizio al 30 giugno 2015 con ricavi per circa 900 milioni, un margine lordo di 59 milioni e un utile netto di qualche milione di euro.

Al contrario Preziosi punterebbe invece a condividere con Calfin International (accreditata di un patrimonio superiore al miliardo, anche se non ci sono conferme al proposito) il processo di risanamento dei conti del club rossoblù, gravato da un debito di circa 50 milioni (di cui 37 con il fisco, ma rateizzati).

In quest’ottica Preziosi punterebbe a scindere la Fingiochi, conferendo a una newco il 75% del Genoa e parte del patrimonio immobiliare, aprendone poi il capitale a Calabrò, che ne diventerebbe il primo socio con il 51%. La newco, una volta rilevato il 25% del club in mano alla Fondazione Genoa, procederebbe poi a sottoscrivere un aumento di capitale della società calcistica (valutata attorno a 120 milioni, debiti compresi) fornendole così le risorse necessarie a fare fronte ai propri impegni.