L’ostacolo all’attività della Covisoc procurerà al Bari una semplice sanzione pecuniaria. Diverso il caso in cui ci fossero realmente violazioni a quanto previsto dallo statuto della Federcalcio. L’articolo 8, in materia, non concede distrazioni e scappatoie. Ove la documentazione presentata suo tempo da Paparesta, in sede di iscrizione al campionato, non risultasse conforme alla normativa, il pericolo di punti di penalizzazioni in classifica, si materializzerebbe, purtroppo, dietro l’angolo.

Lo scrive oggi il Corriere del Mezzogiorno che – giustamente preoccupato per quanto può succedere alla società di Gianluca Paparesta in seguito al caso Infront che la vede direttamente coinvolta – si interroga in particolare sul rischio di sanzioni in classifica.

Nella vicenda non ci sarebbe sufficiente chiarezza su quelle fideiussioni presentate, da Paparesta, in sede di iscrizione al campionato, necessarie per ottenere la licenza nazionale. Per questo e non solo, il Bari è stato messo sotto la lente di ingrandimento dalla Procura della Repubblica di Milano. Si nutrono dubbi sui rapporti tra la società di Paparesta e Infront. La Procura di Milano, indagando anche su altri soggetti, è arrivata ad Infront.

Una sponsorizzazione di 470 mila euro, in favore del Bari, ha fatto drizzare le orecchie. Per uno spazio, sulla seconda maglia, rimasto però invenduto. Un dato, quest’ultimo, che però non dovrebbe rappresentare un problema in sè: il punto sarebbe un altro, ovvero il fatto che la cifra è stata accredita nella immediata vigilia di una scadenza. Quella utile per il pagamento di retribuzioni e oneri riflessi.

In caso negativo i biancorossi sarebbero stati deferiti dalla Procura federale, su segnalazione della Covisoc. La penalizzazione sarebbe stata sicura. Ritengono i magistrati milanesi che quel movimento sia stato fatto per evitare, appunto, i controlli della stessa Covisoc. Nel contesto generale aleggia, sempre, il nome di Claudio Lotito. Anche lui risulta indagato per ostacolo all’attività della Covisoc.

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