“Non c’è nulla, ma mai dire mai”. Queste le parole di Gabriele Volpi, imprenditore proprietario dello Spezia il cui nome è stato accostato alla Sampdoria in questi giorni, ma che stando proprio alle sue dichiarazioni non sarebbe in procinto di diventarne patron. Parole comunque interpretabili quelle rilasciate a Repubblica di Genova che lasciano le porte aperte per il futuro e smentiscono che l’affare sia imminente, ma non i contatti e nemmeno il potenziale interesse.

“Voce lievemente seccata. Parole sgranate con energica rapidità. Concetti chiari” scrive Repubblica.

Concretamente si è scritto che l’imprenditore starebbe per assumere il controllo della Sampdoria, con una quota di maggioranza del 51%, affiancato da Flavio Briatore, azionista al 10%, assieme ad un misterioso imprenditore bergamasco (amico di Alessandro Ruggeri, ex presidente dell’Atalanta) al 19% e Banca Carige al 20%.

Ma Volpi va subito all’attacco: “E’ tutta una montatura. Invenzioni giornalistiche. E’ ora di piantarla di seminare confusione. Si sta davvero esagerando”. La rivelazione è uscita da Criscitiello, direttore di Sportitalia. «Non conosco Criscitiello e naturalmente non lo chiamerò per smentire. Lo faccio con lei. I giornalisti mi assediano, ieri sera (l’altro ieri sera per chi legge, ndr) una sua collega è salita alla mia villa di Santa Margherita e ha chiesto a mia moglie di farla parlare con me. Sono tempestato di telefonate alle quali non ho tempo di rispondere. Sono in partenza per l’Africa, ci starò due o tre settimane, e tutto questo can can non aiuta».

Curioso poi il tema del valore. L’avvocato Romei per la Samp ha precisato che la società vale 100 milioni. “Se la Samp vale quella cifra la vendano a chi è disposto a pagarla. O se la tengano e la gestiscano Ferrero e Romei”. Una frase questa che sembra testimoniare un mancato accordo più che un non interesse. Del resto i contatti Romei-Volpi ci sono stati: «Ci siamo visti per caso da “o Vittorio”, abbiamo mangiato insieme la focaccia col formaggio e abbiano chiacchierato».

Di Sampdoria? «Gli ho illustrato l’operazione che avevo fatto con la Roma, il prestito oneroso per 350mila euro ciascuno di due giovanissimi calciatori nigeriani della “Primavera” dello Spezia. Se la Roma vorrà riscattarli dovrà pagarli due milioni e mezzo a testa. Si chiamano Sadik e Nuna. Due ’97, usciti dall’accademia calcistica di Abuja».

L’accademia di Abuja, lo Spezia, il Rijeka confermano l’interesse per il calcio dell’imprenditore: «Da ragazzo tifavo per la Samp – scrive ancora Repubblica -, uno dei due proprietari dell’azienda dove lavoravo, la IML di Recco, era Piero Sanguineti, primo presidente della Sampdoria. Il fratello Ezio era il presidente della Pro Recco, all’epoca ero un ragazzo e giocavo già con Pizzo. Molti giocatori della squadra blucerchiata – Skoglund, Bergamaschi, Brighenti, Ockwirk, Cucchiaroni, il portiere Bardelli – venivano a vedere le partite di pallanuoto e noi andavamo a tifare Samp al Ferraris. Andato a Lodi ho avuto simpatie interiste».

Quindi i tifosi della Samp devono mettersi il cuore in pace? «Non voglio illudere nessuno. Ora non c’è nulla. In futuro mai dire mai. Non so perché si diffondano notizie false che danneggiano i tifosi dello Spezia e i dirigenti della Samp che hanno il diritto di lavorare tranquilli».

Infine i ruoli specifici. Di Briatore: “Non ha avuto alcun mandato dal sottoscritto a trattare l’acquisto della Samp. E’ un amico, ho acquistato un appartamento nel nuovo resort che ha costruito in Kenya. In vacanza trascorriamo ore a discutere di tante cose e anche di calcio. Affari? Anche. Il Mozambico ha enormi potenzialità turistiche”.

E di Carige, di cui Volpi è secondo azionista col 6% del capitale. «Carige azionista della Samp? Una follia».