Carpi, il penultimo posto in campionato ed i cinque punti conquistati nelle prime otto giornate non è una buona cosa. Certo, il primo anno in Serie A non è mai semplice, ma nessuno si aspettava forse un inizio del genere.

Per riprendere la retta via e conquistare una difficile permanenza nel massimo campionato italiano servono punti e questi possono arrivare solo con un gruppo unito e tanto lavoro sul campo durante la settimana.

La settimana che porta però alla sfida salvezza Carpi-Bologna, per gli uomini di Sannino non si sta per concludere nel miglior modo possibile. Infatti, ciò che è accaduto oggi al Carpi è stato al dir poco esilarante.

Oggi alle 15 era in programma il consueto allenamento che il Carpi svolge sul prato dello stadio Braglia di Modena due giorni prima di ogni gara casalinga (sabato c’e’ il delicato Carpi-Bologna). E invece la seduta non si e’ svolta: il Modena ha infatti deciso di vietare al Carpi l’utilizzo dell’impianto, dove invece e’ stata convocata la Primavera gialloblu’, e cosi’ mister Sannino e i giocatori biancorossi sono rientrati a Carpi, allenandosi sul prato del Cabassi.

Una vicenda grottesca i cui contorni sono ancora tutti da definire. A parlare dell’accaduto e’ stato il team manager del Carpi, Matteo Scala, che davanti ai portoni chiusi del Braglia ha detto: “I pagamenti dell’affitto del campo da parte del Carpi sono tutti regolari, ma i soldi sono stati pignorati dal tribunale di Modena per pagare i debiti del Modena“.

Dal canto suo, il Carpi, attraverso un comunicato stampa, spiega l’accaduto: “Il comportamento del presidente del Modena, Antonio Caliendo, è gravissimo e inaccettabile. Cercando di capire i motivi di questo episodio dai contorni ancora poco chiari – si legge – il Carpi ricorda che l’accordo con Comune di Modena e Modena calcio prevede il pagamento, in favore del club modenese, titolare della gestione dello Stadio Braglia, della somma di complessivi 189.100 euro”.

Importante un altro passaggio in cui la società biancorossa scrive di aver ricevuto lo scorso 7 settembre un atto di pignoramento del tribunale, nell’interesse di una società fornitrice del Modena, che ha un credito con la società. L’atto intima al Carpi di non pagare le somme dovute al Modena, per 26.439,45 euro, e di accantonarle a garanzia del debito.

Il Carpi fa poi sapere che si tutelerà nelle sedi opportune, parlando di atteggiamenti da parte di Caliendo “di pessimo gusto e dubbia credibilità”. In merito invece al divieto di allenarsi, il Modena avrebbe violato i termini dell’accordo tra le parti visto che “il Carpi ha diritto ad effettuare al Braglia le sedute pre-partita e il Modena è inibito dall’utilizzo dell’impianto sportivo nei quattro giorni antecedenti le gare casalinghe del Carpi”.

Intanto arriva anche la risposta del Comune di Modena, attraverso l’assessore allo sport Giulio Guerzoni: “Allo stadio Braglia si è svolta un’indecorosa e inspiegabile sceneggiata con Antonio Caliendo come protagonista. Stiamo già valutando gli atti per decidere quali azioni mettere in campo“.

Per l’assessore Guerzoni “la città, gli sportivi e i tifosi del Modena non meritano la figuraccia che Caliendo ha fatto fare a tutti noi“. Il Comune di Modena, infatti, “come prassi delle scorse settimane, dopo aver preso atto dei contatti mail tra le due società aveva dato il nulla osta all’utilizzo dello stadio per la rifinitura che precede la partita con il Bologna. E’ stato Caliendo a cambiare inspiegabilmente posizione contravvenendo in questo modo agli accordi siglati nei mesi scorsi che, a quanto risulta al Comune, il Carpi sta rispettando per quello che riguarda gli aspetti economici. E questo rende ancora più incomprensibile l’atteggiamento di Caliendo“.

Il Comune di Modena è proprietario dell’impianto, concesso in affitto al Modena che, a sua volta, ne ha concesso l’utilizzo al Carpi. La società neopromossa in serie A paga parte dell’affitto al Modena, parte al Comune. “E’ necessario – ha detto l’assessore – garantire l’utilizzo corretto e l’adeguata attività di manutenzione dell’impianto sportivo di proprietà del Comune. E’ evidente che bisogna cambiare registro e rispettare gli accordi, al contrario difficilmente si potrebbe andare avanti“.

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