Ancelotti, dopo la piacevole parentesi al Real Madrid, pensa al suo futuro e su quale panchina potrebbe sedersi nel medio periodo. Quel che è certo però è che, l’unica panchina che non accetterà mai, è quella dell’Inter. “Nel mio futuro c’e’ la voglia di continuare con un club. Quello che ancora mi appassiona e’ stare sul campo tutti i giorni per allenare, i tempi per le squadre nazionali sono invece sempre più ristretti, a me piace allenare quotidianamente“.

Neo editorialista di ‘Goal’, Carlo Ancelotti parla di futuro e ribadisce che oggi sedersi sulla panchina di una Nazionale non e’ una priorità. Futuro a livello di club, dunque, e smentita sulle voci che lo volevano al Liverpool prima dell’ingaggio di Klopp: “Non c’e’ stato nessun contatto. Il mio nome e’ uscito perché quando c’e’ una panchina disponibile si fanno sempre i nomi degli allenatori senza squadra e dunque e’ uscito anche il mio. Io però non ho mai avuto un contatto diretto con i suoi dirigenti“.

Otto anni al timone dei rossoneri, il tecnico di Reggiolo assicura poi che “non potrei mai allenare l’Inter perché sono stato troppi anni al Milan. E’ una questione di rispetto verso la mia storia e la storia del club che ho allenato. Ci sono cosi’ tante squadre che devo evitare. Non posso andare contro la mia storia“.

E al Milan stava anche per tornare la scorsa estate. “Quando ho lasciato il Real Madrid, ci sono stati dei contatti con Galliani – ha spiegato Ancelotti – E’ stato 4 giorni a Madrid, ma io avevo in programma questa operazione. Sarei rimasto fuori per quattro mesi e non sarei stato in grado di svolgere il lavoro 100%. Cosi’, anche se mi e’ dispiaciuto un po’, ho pensato fosse la cosa giusta da fare e il Milan ha capito la mia posizione“.

Ma in un futuro più lontano chissà. “Ho avuto la fortuna di essermi trovato bene dovunque abbia allenato – ha aggiunto Ancelotti – Per questa ragione, non posso affermare che non tornerei in un club che ho già allenato. Senza dubbio tornerei al Milan, così come tornerei al Psg. A prescindere da come sono terminate, sono state esperienze di cui conservo grandi ricordi“.

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