Caso Infront Sampdoria e Brescia. Presunti finanziamenti indebiti da parte di Infront. Anche Sampdoria e Brescia sarebbero finite nel mirino della Procura di Milano stando a quel che dice oggi la Gazzetta dello sport. Ricordiamo che l’inchiesta ha due filoni: uno riguarda appunto i finanziamenti di Infront alle squadre, l’altro l’assegnazione dei diritti tv della Serie A dal 2015 al 2018.

Al centro dell’attenzione in questo caso, quindi, i contratti tra Infront e le società calcistiche che vanno da servizi di ricerca degli sponsor alla pubblicità fino alla gestione dell’hospitality negli stadi ed alla commercializzazione dell’archivio televisivo.

Quest’estate peraltro Infront ha acquisito Gsport società che raccoglieva la pubblicità di Fiorentina, Carpi, Cagliari, Cesena, Livorno e Pescara. Infront quindi gestisce (in tutto o in parte) il marketing di 12 club di Serie A: Atalanta, Carpi, Chievo, Genoa, Fiorentina, Inter, Lazio, Milan, Palermo, Sampdoria, Verona e Udinese. E di 6 di B: Bari, Brescia (che in passato lavorava con Gsport), Cagliari, Cesena, Livorno e Pescara. Bogarelli commercializza inoltre i diritti d’archivio di 15 società su 20 in A: tutte tranne Empoli, Juventus, Roma, Sassuolo e Torino. Un impegno finanziario annuo di circa 100 milioni con un minimo garantito ai club.

 

NEL MIRINO Sul tavolo dei pm sono finiti i rapporti con almeno quattro società.  Su Sampdoria e Brescia per ora dalla procura non trapela nulla. Si sa tuttavia che Infront è advisor commerciale dei blucerchiati dal 2014/­15: nel bilancio al 31 dicembre 2014 i proventi promo­pubblicitari sono raddoppiati a 1,6 milioni.

L’anno scorso il Brescia è stato salvato dall’intervento di Profida, che ha reperito i fondi necessari anche grazie a un contratto pluriennale di sponsorizzazione con Infront. Nel dettaglio, come riporta l’ediione online del Giornale di Brescia: “Infront è collegata al Brescia Calcio per un contratto di gestione della pubblicità al Rigamonti da nove milioni per le prossime cinque stagioni, attivato in seguito al riassetto della società di via Bazoli varato dall’attuale amministratore delegato Rinaldo Sagramola, e per la partita dello stadio, che Infront vorrebbe iniziare a costruire nel più breve tempo possibile“.

Quale sarebbe quindi il reato contestato? Per gli inquirenti contano le tempistiche. Ovvero: “Perchè una squadra si e l’altra no?”. In altre parole il tempestivo intervento di alcuni accordi sarebbe servito per “salvare” la situazione e permettere ad alcune squadre di aggirare i controlli della Covisoc. Bogarelli ribatte: noi perseguiamo solo logiche commerciali, i nostri proprietari ci chiedono profitti (3,5 milioni nel 2014).

Il sospetto insoma è che tra il ruolo di advisor di Lega per i diritti tv e partner per la raccolta pubblicitaria si possano inserire alcuni conflitti di interesse. Quel che è certo al momento è che Infront si è inserita nel mondo del calcio andando a sopperire alla mancanza di società che non si sono adeguate nelle competenze interne delegando ricchi business a terzi.

 

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