Bari tra cessione e rilancio. A Bari regna la serenità. Tutti “granquilli e sereni” come ha detto ieri il vicepresidente Romeo Paparesta. Mentre “nello spogliatoio non si parla della vicenda” ha assicurato in conferenza stampa a nome della squadra Riccardo Maniero.

Un po’ meno tranquilla – stando a quanto riportato oggi da La Repubblica edizione di Bari – è la piazza, che si chiede cosa possa accadere alla squadra del cuore, anche perché sono tornate a far capolino le indiscrezioni sulla cessione del club.

Il passaggio decisivo per arrivare ad una nuova proprietà sarebbe la concessione sul San Nicola per 99 anni che renderebbe il “pacchetto Bari” assai appetibile. Le voci in questi casi come sempre si sprecano: cinesi, azeri, italiani pronti a entrare nel mondo del calcio.

Bari è una piazza appetibile. Su questo non c’è dubbio.  «Una cosa è certa: quella di Bari resta forse la piazza italiana con le maggiori prospettive di crescita», spiega Fabio Poli, barese, esperto di marketing sportivo a La Repubblica. «Solo in Italia ha un indotto di un milione e mezzo di tifosi, ha fame di calcio ad alto livello e una passione che non teme confronti. Certo, per chi avesse avuto voglia di investire sulla squadra il momento dell’asta sarebbe stato quello ideale. Ma la società biancorossa resta tra le più appetibili».

Ecco perché a fronte di qualche segnale di debolezza da parte di Paparesta, i giochi potrebbero riaprirsi. A meno che il presidente del Bari non abbia altri partner, diversi da Infront, per muoversi in autonomia. Fin qui la vicenda Infront non sembra metterlo più di tanto in crisi, anche se a scanso di equivoci il presidente si starebbe tenendo aperta una via d’uscita.

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