Merce contraffatta premier league – Parliamo delle merci contraffatte. Un mercato che può fare molto male all’economia del pallone. E che può far male soprattutto a quello inglese. Secondo la Camera di Commercio Internazionale, l’impatto finanziario che l’Ue dovrebbe affrontare è di 2 miliardi di dollari entro la fine di quest’anno, mettendo 2,5 milioni di posti di lavoro a rischio.

Secondo i dati riportati da Jeremy Summers, partner allo studio legale Lewis Silkin, nel Regno Unito, l’ex ministro dell’immigrazione Mark Harper ha affermato nel 2013 che le merci contraffatte costano all’economia più di 1 miliardo di sterline di perdite fiscali e di profitto, mentre le statistiche ufficiali del governo mostrano che 1,6 milioni di prodotti illeciti sono stati sequestrati alla frontiera inglese tra il 2014 e quest’anno.

L’industria del calcio non è immune da questa minaccia. Nel mese di giugno 2014, la Premier League ha cercato di evidenziare la scala della contraffazione nel settore calcio con il lancio di una campagna apposita, denominata ‘Football Against Fakes’. La Premier League ha fatto la sua parte, sequestrando nella scorsa stagione oltre 500.000 articoli contraffatti per un valore stimato di 3,1 milioni di sterline.

Ma non è un caso che il mercato della contraffazione si rivolga così tanto alla Premier: da una parte, si tratta del campionato più ricco; ma dall’altra, il rialzo dei prezzi dei biglietti per le gare ha creato una domanda di gadget a prezzi contenuti. E quelli contraffatti costano meno.

Il problema è che i ricavi da retail restano una fonte importante per i bilanci delle squadre inglesi. Ad esempio, l’Arsenal ha registrato un fatturato per la parte della vendita al dettaglio di 18 milioni di sterline, che corrisponde al 6% della torta totale dei ricavi. E l’effetto può essere più devastante per i club di campionati più piccoli, che non possono ammortizzare con i grandi ricabi dai diritti tv.

Il rischio è anche per i tifosi, che magari acquistano prodotti credendoli uguali a quelli ufficiali, ma non lo sono. E il problema diventa di sicurezza: chi produce merce non ufficiale non se ne preoccupa. Non è un caso che i club di Premier stiano introducendo sui propri siti web delle guide, per permettere ai propri tifosi di essere educati a riconoscere i prodotti ufficiali. Inoltre, si dovrebbe passare al prossimo step: l’abbassamento dei prezzi dei prodotti ufficiali. Ma per ora non se ne parla. E il rischio contraffazione resta alto.

 

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