Proprietà Hellas Verona – È davvero Maurizio Setti il proprietario dell’Hellas Verona? La domanda, non certo retorica, se l’è posta oggi il Corriere della Sera, in un ampio servizio dedicato alle stranezze negli assetti proprietari di alcuni club di Serie A.

Nell’articolo, ospitato nelle pagine dello sport, ma firmato dall’inviato della sezione economia del quotidiano di Via Solferino, Mario Gerevini, viene ricostruita non solo la catena societaria che sta a monte della società gialloblu, ma vengono posti alcuni seri interrogativi che, se non dovessero trovare una risposta da parte dei diretti interessati (e in particolare dal presidente dell’Hellas, Maurizio Setti), rischiano di alimentare un mistero che di sicuro non farebbe bene al calcio italiano.

Proprietà Hellas Verona - La catena societaria ricostruita dal Corriere della Sera
Proprietà Hellas Verona – La catena societaria ricostruita dal Corriere della Sera

L’Hellas Verona Football Club, come si evince dalla tabella, è infatti controllato al 100% dalla HV7 di Carpi, una società a responsabilità limitata di cui Setti è amministratore unico, la quale finanzia il club scaligero con un prestito da 14 milioni (in parte restituito) al tasso del 6%. HV7, scrive il Corriere della Sera, si è indebitata a sua volta, ad un tasso del 5,5%, con la controllante lussemburghese Falco Investments.

Ma la Falco, fa notare Gerevini, ha raccolto le risorse necessarie a finanziare HV7 emettendo un prestito obbligazionario da 20 milioni sottoscritto da investitori di cui non è nota l’identità. Questi soggetti, di cui non si conosce il nome, sono dunque il vero polmone finanziario del’operazione Verona.

Gli aspetti opachi dell’intera catena societaria non si fermano qui. Sopra la Falco, scrive ancora il Corriere, c’è un’altra holding (di diritto italiano, ndr), la Seven, il cui capitale è detenuto integralmente dalla Argos SpA, una fiduciaria con sede a Milano (in via Paleocapa 6) dietro i quali si celano i reali proprietari del Verona. “Dov’è Setti? E se è il proprietario, perché questa costruzione così «carbonara»?”, conclude la sua disamina il Corriere.

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