Bilancio Lazio 2015 – Finanza creativa? Difficile dirlo. Di certo c’è che sia il consiglio di sorveglianza, ovvero l’organo di controllo preposto a vigilare sui conti del club, sia la società di revisione PricewaterhouseCoopers, non hanno avuto niente da ridire, accendendo il semaforo verde alla bozza del bilancio Lazio 2015, che ora sarà sottoposta all’approvazione dell’assemblea dei soci il prossimo 28 ottobre (eventualmente il 19 novembre in seconda convocazione).

Resta tuttavia ancora da capire come mai gli amministratori del club biancoceleste, che nella stagione 2014/15 non ha partecipato ad alcuna competizione europea, abbiano potuto iscrivere nel bilancio al 30 giugno 2015 circa 22 milioni di ricavi (22,3 milioni per l’esattezza) alla voce proventi televisivi da partecipazioni a competizioni Uefa.

Una manovra contabile che ha consentito al club presieduto da Claudio Lotito di evitare il rosso di bilancio e di chiudere i conti relativi alla passata stagione con un utile netto consolidato di 5,81 milioni, leggermente in flessione rispetto ai 7,07 milioni della stagione 2013/14, quando la Lazio aveva invece preso parte all’Europa League (fu eliminata ai sedicesimi di finale dai bulgari del Ludogorec).

Bilancio Lazio 2015 - l'impatto dell'anticipazione dei diritti tv Uefa
Bilancio Lazio 2015 – l’impatto dell’anticipazione dei diritti tv Uefa

Senza quei 22,3 milioni, infatti, il bilancio Lazio 2015 avrebbe registrato una perdita netta pari a tre volte l’utile contabilizzato. Al netto di questi “proventi Uefa” il monte ricavi della società di Lotito passerebbe infatti dai 110,92 riportati nei documenti ufficiali a 88,59 milioni e, a fonte di costi operativi (compresi gli ammortamenti dei cartellini) per 100,51 milioni, oneri finanziari per 2,2 milioni e imposte per 2,50, il risultato netto sarebbe pertanto negativo per 16,62 milioni.

Ma concretamente da dove arrivano questi 22,3 milioni in più di ricavi? Il comunicato ufficiale sul bilancio Lazio 2015 diramato dalla società di Lotito il 21 settembre 2015 non lo specifica. Nelle tabelle allegate al comunicato si parla semplicemente di “ricavi televisivi da partecipazioni a competizioni Uefa” senza specificare altro. Ma anche nei documenti depositati in vista dell’assemblea dei soci le informazioni sono frammentate.

Tuttavia, incrociando il dato sui ricavi contenuto nel conto economico, quello sui crediti verso terzi iscritto nello stato patrimoniale e le informazioni riportate nella nota integrativa (la sezione del bilancio dove sono spiegati i criteri di contabilizzazione delle varie poste) è possibile dare una risposta.

Partiamo dal conto economico.

Rispetto all’esercizio precedente, si legga nella bozza del Bilancio Lazio 2015, i ricavi da diritti televisivi e proventi media sono aumentati di Euro 27.820 migliaia. Tale variazione è dipesa dagli introiti conseguenti:

  • • al raggiungimento del terzo posto nel campionato 14/15 sia in termini di diritti di partecipazione alle competizioni Europee della stagione 15/16 e sia in termini di maggiori introiti distribuiti dalla Lega in funzione del piazzamento in campionato;
  • • alla partecipazione alla finale di Coppa Italia Tim;
  • • al diritto di partecipare alla Supercoppa Tim.
Bilancio Lazio 2015 - Ricavi da diritti tv e proventi media
Bilancio Lazio 2015 – Ricavi da diritti tv e proventi media

Ad un prima lettura viene dunque da pensare che Lotito e i suoi manager, in virtù del diritto di partecipare alle competizioni europee nella stagione 2015/16, maturato grazie alla conquista del terzo posto nel campionato di Serie A 2014/15, abbiano deciso di anticipare nei conti al 30 giugno 2015 i proventi che la Lazio riceverà dall’Uefa in questa stagione.

In altre parole, quei 22,33 milioni, che il club biancoceleste ha maturato il diritto di ricevere nel 2015/16 per la partecipazione alle competizioni Uefa, sono stati considerati da Lotito e dai suoi come una sorta di premio per la conquista del terzo posto in Serie A.

Ma è proprio così? Vediamo cosa dice lo stato patrimoniale.

Alla voce crediti verso enti settore specifico del bilancio Lazio 2015 troviamo un dato interessante. Al 30 giugno 2015 la Lazio afferma di avere un credito di 20,99 milioni (1,34 milioni in meno rispetto ai 22,33 riportati nei ricavi) nei confronti dell’Uefa.

Bilancio Lazio 2015 - I crediti verso l'Uefa al 30 giugno 2015
Bilancio Lazio 2015 – I crediti verso l’Uefa al 30 giugno 2015
Ed ecco come la società spiega l’iscrizione di questa posta contabile.

I crediti verso enti-settore specifico – si legge nel bilancio Lazio 2015 – ammontano al 30 giugno 2015 ad Euro 28.911 migliaia con un incremento rispetto al saldo 30 giugno 2014 di Euro 4.322 migliaia e si riferiscono a crediti e quote di crediti entro i 12 mesi. Tale incremento è dovuto alla presenza dei crediti rivenienti dai diritti a partecipare alle competizioni europee ed alla diminuzione dei crediti verso società calcistiche italiane.

Al 30 giugno 2015, ovviamente, l’Uefa non aveva ancora versato i 20,99 milioni alla Lazio, in quanto dovuti per la partecipazione alle coppe europee 2015/16, ma poiché il club biancoceleste, grazie alla conquista del terzo posto in Serie A, ha maturato il diritto di riceverli, Lotito e i suoi, con il consenso del consiglio di sorveglianza e della società di revisione, hanno ritenuto di poterli iscrivere tra i ricavi già nel bilancio Lazio 2015.

Cosa dice la nota integrativa

La nota integrativa, se ben fatta (e non sempre lo è), rappresenta uno strumento chiave per comprendere come gli amministratori di una società hanno contabilizzato le varie poste di bilancio. Vediamo dunque che criterio hanno utilizzato Lotito e i suoi manager per iscrivere già nel bilancio Lazio 2015 un provento relativo alla stagione 2015/16.

Riportiamo testualmente da pagina 44 del bilancio Lazio 2015

I ricavi sono rilevati, ai sensi del Principio contabile IAS 18 (Revenues – Ricavi), quando
è probabile che i benefici economici derivanti dalle operazioni di prestazione dei servizi
affluiranno all’entità (la società, ndr) e il loro ammontare può essere attendibilmente valutato. In particolare, i ricavi sono rilevati con riferimento allo stadio di completamento dell’operazione alla data di riferimento del bilancio, per cui:

  • – I ricavi da gare sono contabilizzati con riguardo all’effettivo svolgimento della
    gara;
  • – Gli abbonamenti stagionali, quasi interamente incassati prima dell’inizio delle
    competizioni sportive, sono riscontati secondo competenza temporale utilizzando
    il medesimo criterio (svolgimento della gara);
  • – I ricavi derivanti dalla cessione di diritti (di opzione) autonomi dai diritti televisivi e di sponsorizzazione sono imputati a conto economico nel momento in cui il beneficio economico della cessione del diritto è definitivamente acquisito in quanto, in base alla sostanza degli accordi, certo nella sua determinazione, irripetibile e non condizionato ad alcuna prestazione futura delle parti.

Tradotto dal linguaggio da iniziati di commercialisti e contabili significa che gli amministratori della Lazio hanno ritenuto che, grazie alla conquista del terzo posto in Serie A, fatto accaduto nella stagione 2014/15, il club abbia definitivamente acquisito il diritto a ricevere quei 22,3 milioni dall’Uefa, in maniera certa e non condizionata ad alcuna prestazione futura delle parti.

La delusione dei giocatori della Lazio dopo l'eliminazione ai play-off di Champions League contro il Bayer Leverkusen
La delusione dei giocatori della Lazio dopo l’eliminazione ai play-off di Champions League contro il Bayer Leverkusen

L’incasso futuro di quei 22,3 milioni è stata considerata certa e indipendente dalla prestazione della squadra di Stefano Pioli in Europa. Grazie al nuovo sistema di redistribuzione dei premi Uefa in vigore dalla stagione 2015/16, infatti, anche le squadre come la Lazio eliminate nei play-off di Champions League, riceveranno una fetta del market pool, anche se non hanno conquistato il diritto di partecipare alla fase a gironi e sono invece state ripescate in Europa League.

Ecco spiegata l’origine dei 22,3 milioni. Resta da capire se anche Juventus e Roma, gli altri due club italiani che hanno maturato il diritto, in base al piazzamento nell’ultimo campionato di Serie A, di partecipare alla Champions League hanno utilizzato i medesimi criteri contabili fatti propri dalla Lazio di Lotito. La risposta, bilanci alla mano, è negativa.

Per Juventus e Roma vale il principio di competenza temporale

Dalla lettura dei bilanci al 30 giugno 2015 di Juventus e Roma emerge chiaramente che bianconeri e giallorossi non hanno usato lo stesso criterio contabile della Lazio. Ma, come normalmente avviene in questi casi, hanno scelto di iscrivere i ricavi utilizzando il principio della competenza temporale. In altre parole i ricavi legati alla partecipazione alle competizioni Uefa nella stagione 2015/16 verranno iscritti nel bilancio al 30 giugno 2015.

Vediamo cosa dicono le note integrative.

Juventus: I ricavi da gare, i diritti radiotelevisivi e i proventi media sono contabilizzati con riguardo all’effettivo momento della prestazione che coincide con lo svolgimento della gara; gli abbonamenti stagionali, se incassati al termine della stagione che precede quella di competenza, sono differiti e imputati a conto economico utilizzando il medesimo criterio. I ricavi relativi alle prestazioni di servizi (ivi incluse le sponsorizzazioni) vengono rilevati in base allo stato di completamento del servizio o al compimento della prestazione.

Roma: I ricavi (iscritti al netto di eventuali resi, sconti, abbuoni e premi) ed i costi sono rilevati al conto economico consolidato secondo il principio della competenza temporale. In particolare, i ricavi da gare relativi alla biglietteria e agli abbonamenti stagionali, ed i proventi da licenza dei diritti di trasmissione delle gare casalinghe del campionato, sono iscritti con riferimento all’effettivo momento dello svolgimento della gara.

10 COMMENTI

  1. Ma come si puo’ consentire una cosa simile?????poi quella cifra come si e’ calcolata????la quota garantita alla lazio per i priliminari persi sono il 10% della prima meta’ del market pool…quindi 5.5 mil….come puo’ essere sicuro di altri 17 mil????

    • Caro Luca,
      il fatto che i revisori abbiano dato l’ok ci lascia il dubbio che la cosa sia effettivamente possibile da un punto di vista contabile. Vediamo cosa dirà la Consob. Due anni fa la Lazio aveva cercato di fare una manovra simile sul calciomercato, contabilizzando nel bilancio al 30 giugno 2013 alcune plusvalenze che erano di competenza del 2013/14. In quel caso il club dovette riscrivere il bilancio per tenere conto delle osservazioni della Consob.

  2. Premesso che è una cosa scandalosa che una società di calcio possa fare questo e che gli organi di controllo glielo permettano ci rimane comunque qualcosa che non torna in questi 22,3 milioni. La lazio non ha assolutamente la certezza di ricavare questa cifra quest’anno da competizioni uefa. Col nuovo regolamento della CL ha il diritto di ricevere il 10% della prima metà del market pool che dovrebbe essere di circa 5,5 milioni considerando un MP complessivo di 110 milioni mentre la partecipazioni ai gironi di europa league frutterà 2,4 milioni + il market pool riservato alla fase a gironi che è molto basso per l’EL. I premi per le eventuali vittorie ed il primo posto nel girone (comunque molto bassi) così come i passaggi dei vari turni non si possono sapere e quindi non si possono quantificare. Quindi la lazio di soldi certi avrà circa 8 milioni + il MP della fase a gironi. Riuscite a darmi una spiegazione su questi circa 13-14 milioni di differenza? Grazie.

    • Caro Federico,
      il tuo ragionamento è ineccepibile. All’appello mancano un bel mucchio di soldi per arrivare a 22,3 milioni. Il modo con cui hai calcolato i premi Uefa è corretto e quindi non ci si spiega come si arriva a quella cifra. Proveremo a interpellare la società per capirne di più. Ma dubito che ci forniranno una risposta. Ad ogni modo, tentar non nuoce. Stay Tuned!

  3. Ci sono solo due possibilità, premesso che mancano gli introiti della coppa italia (6/7 mln in tutto se non erro) e la supercoppa:

    1) il piazzamento al 3 posto in campionato vale un tot. che non sappiamo;
    2) risparmio di ingaggi + causa a Zarathustra (che però non c’entra nulla con i diritti Uefa.

    Vedremo che dirà la consob…stiamo 22 mi sembrano tantino. .

    Concludo…bellissimo articolo, complimenti.

  4. la cosa strana è che la cifra risulta essere quella della qualificazione alla fase a gironi del cl per la squadra giunta terza in campionato. alla chiusura del bilancio però non era certa la qualificazione della Lazio alla fase a gironi mentre alla data della approvazione del bilancio da parte del consiglio di vigilanza della Lazio era certo il contrario.
    Quindi non c’è mai stata la certezza del credito…. mi domando come possa essere iscritto a bilancio, come il consiglio di vigilanza lo abbia accettato e come potrà la consob non intervenire

  5. Se lotito e’ sicuro di riavere i suoi soldi dai proventi da partecipazione a Coppe non vedo il problema ad anticiparli di tasca propria.
    La Consob dovrebbe interessarsi ai Club fortemente indebitati non a quelli con un indebitamento irrisorio come la Lazio.
    Nella stessa citta’ l’altra squadra si sostiene con un indebitamento monstre che falsa completamente il campionato, ma capisco che è difficile parlarne specie quando è la propria suadra del cuore.

    • Il problema è che ci sono investitori che hanno comprato azioni della Lazio e che rischiano di trovarsi un buco in bilancio improvviso.
      Poi dove l’hai letto che Lotito “ha anticipato i soldi di tasca propria”? Io leggo che ha semplicemente inserito in bilancio un credito di 22 milioni, che è un po’ diverso da “mettere i soldi di tasca propria”.

LASCIA UNA RISPOSTA:

Please enter your comment!
Please enter your name here