«Ciò che si vende meglio all’estero sono gli argentini; il mercato degli uruguayani sta crescendo perché loro si adattano a qualsiasi situazione e molti hanno già un passaporto europeo, ma un brasiliano vale più di tutti». Non parliamo di oggetti, o animali esotici. Parliamo di giovani calciatori.

Ne parla, anzi ne scrive, il giornalista e scrittore cileno Juan Pablo Meneses, autore di “La Tratta dei Bambini Calciatori”. Un libro già uscito in molti Paesi come Spagna, Argentina, Messico, Brasile e Olanda, ed ora edito per l’Italia da Goalbook Edizioni, grazie anche alla collaborazione con l’Associazione Italiana Calciatori (Aic).

Meneses ci mostra, attraverso il suo libro, tutto quello che c’è dietro alla compravendita di queste giovani promesse. Proprio per questo cerca, contratta, si fa consigliare e soprattutto ispeziona i campi da calcio dell’America Latina, là dove gli “uomini del commercio” costruiscono senza alcuna pietà quello che Vázquez Montalbán definì “la religione più diffusa del pianeta”.

Per farlo, Menezes usa un metodo collaudato, che lo porta a vivere la tratta dei giovani calciatori in prima persona. Il giornalista, per denunciare il funzionamento del mercato della carne in tutta l’America Latina, comprò un vitello e ne seguì tutta l’esistenza, fino alla sua macellazione: da qui nacque il volume “La Vida de una Vaca” Lo stesso ha fatto con quest’altro libro: per scriverlo, ha acquistato un giovanissimo calciatore del suo Paese, il Cile, per poche centinaia di euro.

Dal momento dell’acquisto ne segue tutta la prima fase della carriera, comprese le intromissioni e i pericoli costituiti da agenti e fondi d’investimento, attraverso il dramma di ragazzi che come quello comprato da Menezes sono sudamericani e scelgono il pallone per sfuggire alla delinquenza.

La copertina del libro "La Tratta dei Bambini Calciatori"
La copertina del libro “La Tratta dei Bambini Calciatori”

Un affare globale, che ha visto coinvolti club importanti. “Spesso hanno un dirigente che prende in affidamento più di un minore, vale soprattutto per gli africani. Oppure trovano un lavoro ai genitori: per la Fifa, la famiglia deve spostarsi per motivi indipendenti dallo sport, ma basta un’azienda partner o compiacente della società per sistemare i papà: è solo questione di soldi. E alle famiglie va una percentuale, come nel caso Neymar”, spiegò nel 2014 un agente, che volle restare anonimo, a “Repubblica”. Ad alcuni va bene, ad altri meno. La storia di come cominciò Lionel Messi al Barcellona è diventata famosa: venne acquistato per una cifra irrisoria e poiché non c’erano fogli il ds Blaugrana Carles Rexach fece firmare il contratto alla “Pulce” su un tovagliolo.

Juan Pablo Meneses, insieme al presidente dell’Aic Damiano Tommasi (che del libro ha curato la prefazione), presenterà il libro a Milano, alla mostra “Football Heroes”, lunedi 12 ottobre prossimo alle ore 15,30.

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