Rifondazione Berlusconiana. Non un semplice maquillage ma una ristrutturazione completa che tocca le tv e le aziende dell’impero fondato da Silvio Berlusconi vedendo nel calcio l’ambiente nel quale sono state fatte le operazioni più coraggiose.

La ricostruisce oggi L’Unità che spiega: “Quando il bilancio 2013 di Fininvest si chiuse con un rosso di 428 milioni di euro, gravato soprattutto dal maxi assegno staccato in favore dell’arcinemico Carlo De Benedetti per risarcimento del lodo Mondadori, la profezia più dffusa dava Silvio Berlusconi per finito, con le casse vuote e prossimo alla sciagura finanziaria. Una previsione che oggi, dopo l’affare Rcs Libri, sembra definitivamente tramontata se è vero che il gruppo di famiglia, dopo due anni di ristrutturazione mirata, negli ultimi mesi è tornato ad aggredire il mercato giocando su più fronti”

Nel quadro generale, naturalmente, risalta tra gli altri ciò che Berlusconi e Bee Taechaubol stanno tessendo da mesi, ovvero la cessione di una quota di minoranza del Milan destinata a valutare la società per una cifra intorno al miliardo di euro, “su cui però – precisa l’Unità alimentando i dubbi che aleggiano sull’operazione – gli accordi con il broker thailandese Bee Taechaubol (operazione da 480 milioni di euro) sembrano ancora lontani da una chiusura rimandata troppe volte per essere sicura”.

L’analisi del quotidiano parla di: “un tesoretto di circa 1,5 miliardi messo insieme atttraverso le cessioni di partecipazion azionarie di aziende del gruppo: il 5% di Mediolanum, il 7,7% di Mediaset, una quota di Ei Towers, le tv digitali in Spagna, il 10% di Premium e poi il 48% del Milan”.

“Due anni di piano lacrime e sangue e poi il rilancio” sentenziava in primavera Milano Finanza citato oggi dalla stessa Unità.

Tra le operazioni ce ne sono alcune non andate a buon fine, come l’offerta pubblica per le torri di Rai Way, ma è proprio sullo sport, ovvero sul calcio, che il gruppo sembra aver spinto maggiormente con operazioni “decisamente ambiziose come l’acquisizione dei diritti televisivi della Champions League (700 milioni finanziati dalle banche per il triennio) con cui Mediaset ha scatenato la guerra a Sky”.

Non è sfuggita naturalmente all’attenzione la “campagna acquisti, una cosa che in casa Milan non si vedeva da anni, con stagioni contrassegnate da cessioni eccellenti e gestioni quasi autarchiche, e che invece in questa finestra di mercato è costata circa 90 milioni”.

Sullo sfondo, specie dopo la cessione dell’11,1% delle quote del gruppo televisivo a Telecom, restano i rumors che parlano di possibili matrimoni internazionali con Vincent Bolloré (presente in Telecom ma soprattutto azionista di riferimento del maxi gruppo dei media Havas) ma ad oggi le voci sono rimaste tali come quelle che parlavano di un possibile accordo con Sky, e Mediaset è andata avanti per la propria strada.

E che il “portafogli” di Berlusconi goda di ottima salute lo certifica anche l’ultimo acquisto immobiliare: una villa in Brianza per la compagna Francesca Pascale, affare concluso per 2,5 milioni di euro. Lontani i tempi in cui si vagheggiava addirittura della vendita di Villa Certosa in Sardegna. Perché se politicamente, forse, il Cavaliere ha preso atto di un tramonto ormai inevitabile, economicamente la famiglia continua a vivere giorni da leone.

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