Guerra degli sponsor alla Fifa per il trono di Blatter. Continua a farsi sempre più difficile la posizione di Joseph Blatter, attuale presidente della Fifa, che il prossimo febbraio terminerà il suo lungo mandato dopo la decisione di dimettersi in seguito agli scandali che hanno coinvolto la sua posizione e il massimo organismo calcistico a livello mondiale. Il capo di imputazione nei suoi confronti, infatti, è ora più grave e comprende crimini di gestione sleale, appropriazione indebita e abuso di fiducia.

Una situazione di questo tipo, però, inevitabilmente non poteva essere sottovalutata ed emerge quindi sempre maggiore scontento da parte degli sponsor ufficiali della Fifa, non tutti a favore della posizione di Blatter. Fino a qualche tempo fa non sembravano esserci problemi particolari, ma ora sono diverse le aziende associate al massimo organismo calcistico a livello mondiale a manifestare la necessità di un cambiamento che metta in evidenza più integrità e trasparenza sia nell’organizzazione sia nei suoi membri.

Gli scandali che coinvolgono il capo della Fifa non sembrano quindi finire, anche se era stato lui stesso ad avvertire che la fiducia nei suoi confronti era in netta diminuzione. Blatter, infatti, ha annunciato le sue dimissioni appena quattro giorni essere stato rieletto lo scorso giugno, anche se resterà in carica comunque fino al prossimo febbraio. Ora, però, il quadro è peggiorato ulteriormente e così il presidente è oggetto di un altro procedimento in Svizzera.

La denuncia penale nei confronti del capo della Fifa ha quindi inevitabilmente contribuito a un peggioramento della situazione che necessita quindi che sia presa una soluzione il prima possibile. Tre sponsor principali, Mc Donald’s, Coca Cola e VISA hanno così deciso di esprimersi in maniera chiara chiedendo apertamente le dimissioni dello svizzero in modo definitivo alla prima data possibile.

Nonostante questo, però, c’è chi si è schierato in una posizione opposta rispetto a quella delle tre aziende: si tratta di Adidas e KIA, che puntano all’introduzione di un nuovo sistema più pulito e trasparente, ma senza chiedere apertamente le dimissioni di Blatter. Un’attenta valutazione su quello che sta accadendo anche a livello commerciale alla Fifa dovrà quindi essere fatta, anche se sarà soprattutto il modo di agire di chi salirà al comando la risposta migliore a chi investe nel più importante organismo calcistico mondiale.

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