L’Associazione dei Piccoli Azionisti del Milan registra non senza perplessità l’ulteriore rinvio convenuto per la stipula degli accordi tra Fininvest e la cordata internazionale guidata da Mr. Bee Taechaubol, che si candida ad un ruolo di primo piano nella futura guida della società”. Comincia così il comunicato della Associazioni Piccoli Azionisti del Milan, nata lo scorso luglio in rappresentanza di tutti coloro che hanno in mano, come suggerisce il nome, piccole quote del club rossonero.

“Per quanto la vicenda riguardi formalmente l’azionista di maggioranza e la cessione di parte della sua quota (essendo quindi tutto da capire se e come le importanti cifre delle quali si parla saranno, almeno in parte, messe a disposizione della società e dei suoi investimenti) è ovvio che questa situazione di incertezza rischia di incidere ulteriormente in un quadro che appare già marcato da numerose contraddizioni“, prosegue il comunicato.

“Dopo una campagna acquisti segnata da luci e ombre (e la cui coerenza deve essere ancora dimostrata), chi ha a cuore le sorti della squadra e una sua conduzione manageriale e lungimirante ha assistito, solo negli ultimi giorni, al repentino accantonamento del progetto per il nuovo stadio di proprietà (che sembrava inizialmente decisivo per
l’incremento dei ricavi) e all’ipotesi di un ritorno al Club di dirigenti che se ne erano allontanati meno di due anni fa quali Ariedo Braida”.

“Ci auguriamo che questo rinvio possa rivelarsi utile per dissipare i diversi dubbi che accompagnano la gran parte dei tifosi rossoneri, e chiediamo al Club una chiarezza comunicativa adeguata al ruolo di “public company” che vorrebbe assumere”, conclude Edoardo Barone, presidente APAMilanAC.

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