Russia, dopo due e mesi e mezzo dall’interruzione del rapporto lavorativo tra la Federcalcio Russa e Fabio Capello, il compenso del tecnico friulano per la rescissione anticipata del contratto è stato pagato.

A farlo sapere è il ministro dello Sport russo, Vitali Mutko, citato dall’agenzia Tass. Secondo la Tass, il compenso dovrebbe ammontare a sei milioni di euro, più due milioni per gli altri italiani dello staff, ma due mesi fa R-sport parlava di un risarcimento di 15 milioni di euro.

Da mesi Capello era nella bufera per i deludenti risultati della nazionale russa ai mondiali in Brasile e nelle qualificazioni agli europei 2016, ancor più preoccupanti in vista del mondiale in Russia del 2018, e per il suo contratto da sette milioni di euro più bonus fino per altri tre anni.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la sconfitta contro l’Austria di settembre. La squadra deludeva, giocava male e rischia di non disputare il prossimo europeo. Insomma, non è proprio quello che si aspettava la Federazione ed i russi dal ct più pagato del mondo.

La delusione dei russi per le scadenti prestazioni della propria nazionale, li aveva perfino indotti ad effettuare una campagna pubblicitaria sui social volta ad fare una colletta per raggiungere il compenso necessario per licenziare Fabio Capello.

Dal canto loro, sia il governo russo che la Federcalcio russa, proprio a causa dei risultati scadenti, hanno optato per la risoluzione contrattuale anticipata, nella speranza che con un nuovo ct la squadra possa qualificarsi ad Euro2016 ed arrivare preparata al mondiale che si disputerà proprio in Russia due anni dopo.

A prescindere da tutto, Fabio Capello sicuramente, per quanto potrà esser amareggiato per l’interruzione del rapporto lavorativo, sarà ben contento di aver ricevuto, come era lecito aspettarsi, il giusto compenso per la rescissione unilaterale del contratto.