La Fiorentina prima in serie A vanta la terza rosa più giovane del campionato. Dei 28 giocatori considerati (fonte transfermarkt.it) la media di età è di 26,1 anni. Solamente Palermo e Empoli vantano una media inferiore mentre la Lazio ha un’età identica a quella dei viola che ieri sera hanno vinto a San Siro con un exploit straordinario: 4-1 alla capolista Inter.

A questo punto e’ inevitabile parlare di grandi obiettivi per la squadra di Paulo Sousa e tocca al direttore sportivo Daniele Prade’ vestire i panni da pompiere anche se le ambizioni gigliate non mancano. “Rossi? E’ un anno di partenza, sono cambiati 14 giocatori di rosa, sono rientrati Vecino, Roncaglia, Rebic, puntiamo tantissimo su Bernardeschi, vogliamo dare continuita’ a Babacar e poi c’e’ Rossi. Il suo rientro e’ particolare, va visto l’aspetto emozionale del ragazzo, non e’ ancora al 100%, va gestito a livello fisico e mentale, e’ il calciatore piu’ importante. Quando ci sara’ anche lui ci sara’ da divertirsi ma va fatto tutto gradualmente”. Lo ha detto il direttore sportivo della Fiorentina, Daniele Prade’, ai microfoni di “Radio Anch’io Sport” su RadioUno.

Da sottolineare che in estate (sempre fonte transfermarkt.it) la Fiorentina – il cui valore della rosa è di circa 131 milioni, settimo tra quelli di serie A – ha condotto un mercato sostanzialmente in pareggio con valori in entrata per 29 milioni e mezzo e in uscita sostanzialmente identici (il saldo di transfermarkt.it è negativo per soli 250 mila euro). Non brilla, invece, la società viola nell’altro totem del qualunquismo da bar: ben 22 giocatori su 28 sono stranieri.

“Il terzo posto non e’ nemmeno facile pensarlo, nessuno ci accreditava alla vigilia fra le squadre piu’ importanti – confessa ai microfoni di Radio Anch’io Sport su RadioUno – E’ vero che veniamo da tre quarti posti, da un percorso importante, ma e’ un campionato difficilissimo e il problema sara’ quando le partite cominceranno ad accumularsi. Nulla e’ scontato nel nostro campionato, l’atteggiamento di tutte le squadre e’ propositivo, sia di chi si vuole salvare, di chi vuole andare in Europa League o in Champions, tutto puo’ succedere ma noi giochiamo partita per partita. Il nostro atteggiamento deve essere sempre propositivo, prima di giocare una partita pensare di poterla vincere. C’e’ chi e’ piu’ attrezzato di noi ma il nostro atteggiamento deve essere come quello di ieri, andare a pressare dal primo minuto. Il rigore non e’ stato casuale. Il resto si vedra’ cammin facendo, e’ troppo presto per giudicare chi puo’ vincere o no lo scudetto”.