L'immobiliarista Bizzi (area Falck): lo stadio del Milan facciamolo a Sesto

Dopo il dietrofront del Milan sul progetto del nuovo stadio al Portello, la strada tracciata dal presidente del club Silvio Berlusconi sembra essere segnata: rimanere a San Siro in condominio…

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Dopo il dietrofront del Milan sul progetto del nuovo stadio al Portello, la strada tracciata dal presidente del club Silvio Berlusconi sembra essere segnata: rimanere a San Siro in condominio con l’Inter e lavorare sull’ammodernamento del vecchio ma glorioso stadio, che la prossima primavera ospiterà la finale di Champions League.

Ma tra gli operatori del real estate continuano a circolare piani alternativi da sottoporre all’attenzione della proprietà del club rossonero (che nei prossimi giorni dovrebbe vedere l’ingresso nel capitale di Bee Taechaubol e dei suoi soci con il 48%) per cercare di convincerla a tornare sui propri passi e regalare così al Milan uno stadio tutto suo, anche se non di proprietà.

Da questo punto di vista una delle ipotesi di cui si è parlato molto nei mesi scorsi, nonostante il Milan fosse in gara per aggiudicarsi dalla Fondazione Fiera Milano l’area del Portello, è quella di dare vita al nuovo impianto sui terreni ex Falck al confine tra Milano e Sesto San Giovanni. Un’area di proprietà dell’immobiliarista e sviluppatore Davide Bizzi, che non ha mai nascosto l’ambizione di ospitare il nuovo stadio rossonero nel maxi-progetto di riqualificazione delle vecchie acciaierie Falck.

stadio milan area falck

Sulle strutture d’acciaio dell’altoforno T5, il gigantesco impianto dello stabilimento Concordia candidato a diventare patrimonio dell’Umanità Unesco, nascerà un mega distretto del commercio (la T sta ad indicare la ditta Tagliaferri costruttrice dei forni). Il Pagoda, dov’era in funzione una batteria di forno elettrico a colata continua, è destinato a trasformarsi in una piazza coperta (mantenendo, però, la struttura originaria).

Mentre vicino alla stazione ferroviaria, che diventerà una sorta di ponte tra la vecchia e la nuova Sesto San Giovanni, sorgerà il primo quartiere in sviluppo, 150 mila metri quadrati di abitazioni (come Milano 2) a due passi dalla Città della Salute: per entrambi i progetti, oggi ancora alle prese con le bonifiche, la fine dei lavori è fissata per il 2021. I 650 mila metri quadrati di aree verdi sono due volte il parco Sempione. E non manca l’ipotesi di realizzare uno stadio, magari quello del Milan.

Ieri in occasione dell’inaugurazione della mostra «Città immaginata e Città reale» — che racconta la storia di Milanosesto, il nome scelto per il progetto — è stato presentato l’avanzamento dei lavori: e per la prima volta è stato davvero possibile vedere come sarà trasformata la vecchia città delle fabbriche.

Ora Bizzi guarda al futuro. E all’ipotesi di portare investitori stranieri, magari fondi immobiliari cinesi. E anche lo stadio, come ribadisce oggi il Corriere della Sera, se il Milan dovesse decidere di lasciare San Siro, potrebbe essere costruito con i soldi di un fondo immobiliare e consegnato alla squadra di Silvio Berlusconi con un contratto d’affitto (così da bypassare le resistenze della Fininvest contraria — dicono i ben informati — a un investimento di capitale diretto di Berlusconi).