Nel fine settimana dovrebbe essere chiuso il passaggio del 48% del Milan dalla Fininvest al gruppo di investitori guidato dal broker thailandese Bee Taechaubol per 480 milioni. Tutto secondo i tempi previsti con il 30 settembre come data fissata (da tempo) per le firme.

La fumata bianca appare scontata – come conferma MilanoFinanza di oggi -, viste anche le recenti parole di Silvio Berlusconi, che ha definito la firma sui contratti poco più che una formalità, appare scontata.

I dettagli sui quali i legali delle parti starebbero lavorando riguardano i patti parasociali che disciplineranno i rapporti tra i due soci almeno fino alla prospettata ipo del Milan alla borsa di Hong Kong. Un’operazione che, secondo quanto appreso, dovrebbe avvenire attraverso un’offerta pubblica di vendita e sottoscrizione (opvs).

In altre parole parte delle azioni da collocare in borsa sarebbero emesse nell’ambito di un aumento di capitale del club rossonero, che incasserebbe così parte dei proventi dell’ipo. La parte restante delle azioni da collocare verrebbe invece ceduta da Mr Bee e dai suoi soci (che rileveranno il 48% attraverso un trust di diritto estero, che non sarà però la fiduciaria svizzera di Gerardo Segat) e dalla stessa Fininvest, che scenderebbe così sotto la soglia del 51%.

E’ su queste modalità di cessione delle partecipazioni che si sta lavorando. Fininvest vorrebbe infatti avere la garanzia che la valutazione del 100% del Milan al momento dell’ipo sia superiore al miliardo di euro, ovvero il valore attribuito da Mr Bee al club rossonero in questa fase (si parla di un equity value prospettico di 1,5-2 miliardi).

Per questo avrebbe chiesto di inserire nei patti un’opzione put sulla sua partecipazione per fare in modo che, in caso di mancato raggiungimento del floor di prezzo prefissato in sede di ipo, Fininvest abbia comunque il diritto di cedere tale partecipazione a Bee e ai suoi soci al valore prestabilito.

Una possibilità che, al momento, secondo quanto appreso da fonti vicine a Taechaubol, non sarebbe stata inserita nei patti. Anche perché in caso di put a favore di Fininvest, Mr Bee e i suoi soci dovrebbero essere tutelati con altrettanti diritti.

Si lavora quindi per inserire nell’accordo un paracadute in grado di garantire Fininvest in caso di quotazione a valori inferiori a quelli auspicati sopra il miliardo di euro.

 

Dettagli non di poco conto, ma che, vista la volontà delle due parti di chiudere, dovrebbero essere definiti già nelle prossime ore. La vera scommessa riguarda il piano di espansione del brand Milan sui mercati asiatici. Bee e i suoi soci sembrano già in grado di contare su una rete commerciale avviata da sfruttare per veicolare in Asia il merchandising e altri prodotti del club rossonero.