La notizia è nascosta nelle ultime righe dell’articolo pubblicato in taglia basso sulla prima pagina del dorso Finanza & Mercati del Sole 24 Ore. Secondo quanto riportato dal quotidiano di Confindustria, nei giorni scorsi il board di Citic, la banca d’affari cinese che avrebbe un ruolo di primo piano nel passaggio del 48% del Milan dalla Fininvest della famiglia Berlusconi alla cordata di investitori guidata dal broker thailandese Bee Thechaubol, avrebbe dato il via libera al progetto di quotazione del club rossonero alla borsa di Hong Kong.

L’indicazione del Sole 24 Ore arriva quando mancano ormai poco più di due settimane al 30 settembre, data entro la quale Mr Bee, che domenica presenzierà alla Celebrity Fight Night di Firenze, dovrà perferzionare l’acquisto del 48% del Milan, e a pochi giorni da un nuovo articolo dell’Espresso, che ha rinfocolato i dubbi sulla reale provenienza dei capitali di Thechaubol, alludendo alla possibilità che i 480 milioni possano in qualche misura essere riconducibili a fondi esteri dello stesso Berlusconi (circostanza smentita dal diretto interessato).

A detta del Sole 24 Ore, dunque, il progetto di quotazione del Milan ad Hong Kong va avanti, pur tra diverse incognite. Secondo l’autore dell’articolo, il giornalista Carlo Festa, che nel suo blog ha espresso più di una perplessità sui numeri e le modalità dell’operazione, Berlusconi e Mr Bee dovrebbero incontrarsi già martedì 15 settembre.

Si tratterebbe di una visita di cortesia, subito dopo il derby con i cugini nerazzurri dell’Inter, visita nella quale l’intermediario asiatico, che sta festeggiando il suo compleanno in Italia, si ritroverà con Berlusconi, di ritorno dal viaggio a Mosca dall’amico Vladimir Putin.

Fininvest e i consulenti di Bee starebbero lavorando in questi giorni per arrivare a un accordo e sarebbero fiduciosi del buon esito delle discussioni. Tuttavia, al di là della fiducia che trapela dalle parti, ci sono ancora parecchi punti oscuri da chiarire. “L’impressione”, scrive il Sole 24 Ore, “è che, a due settimane dal fischio finale, c’è stato qualche progresso, ma restano ancora diversi punti interrogativi”.

La struttura dell’operazione che ha studiato Mr Bee prevede che i 480 milioni vengano forniti in parte con debito e in parte tramite equity degli investitori. Sul lato equity Mr Bee avrebbe infatti trovato l’adesione di qualche investitore, scremato da una lista iniziale: tra gli addetti ai lavori c’è un po’ di scetticismo tra i nomi che circolano (alcuni a dir la verità un po’ fantasiosi come la famiglia reale thailandese fino ad ambienti finanziari vicini al Presidente cinese), ma Mr Bee confiderebbe di riuscire a ottenere il via libera di qualcuno dei soggetti che hanno manifestato interesse.

Sul lato debito il broker starebbe cercando di mettere assieme un pool di banche ma anche in questo caso i board degli istituti coinvolti, tra cui ci sarebbe la stessa Citic, non avrebbero ancora deliberato i finanziamenti necessari. Quindi, pur con tutte le difficoltà del caso, l’operazione pare proseguire. Anche se c’è chi prevede che l’intermediario possa non riuscire a raccogliere tutti i 480 milioni promessi a Berlusconi, ma si possa fermare a una cifra inferiore.