Real Madrid, 1,281 miliardi di euro spesi sul mercato per l’acquisto di 59 giocatori: è l’incredibile cifra investita dal presidente del club spagnolo, Florentino Perez, in due distinti mandati presidenziali, il primo dal 2000-01 al 2005-06 e il secondo dal 2009-10 fino ad oggi.

Tredici anni dunque fatti di grandi nomi portati direttamente al Santiago Bernabeu, e a suon di milioni: il primo di essi, nella fase opportunamente ribattezzata “Galactica”, è stato Luis Figo, strappato ai rivali del Barcellona nell’estate del 2000, chiusa con un investimento pari a 122 milioni di euro; poi è toccato a Zinedine Zidane, in quella del 2001 (72,5 milioni di euro spesi in totale sul mercato); poi è arrivato il turno di Ronaldo, nell’estate del 2002 (45 milioni in totale); Beckham in quella del 2003 (campagna acquisti da 36 milioni di euro), Owen del 2004 (59,5 milioni in totale) e Ramos del 2005 (estate chiusa con una spesa sul mercato pari a 96 milioni di euro) chiudono il primo ciclo presidenziale per Perez, nel quale spicca la vittoria della Champions League del 2002.

Nel 2009 il secondo mandato con i colpi Cristiano Ronaldo assieme a Kakà, dal Milan per 64 milioni di euro. Nel 2010 arriva Angel Di Maria dal Benfica. Fabio Coentrao nel 2011, Modric nel 2012, Bale nel 2013, Kroos nel 2014 e, infine, Danilo quest’anno, sono i top player che hanno incantato, o lo fanno tutt’ora, l’esigente platea delle merengues.

Economicamente dunque, l’impegno di Perez per rilanciare in Spagna e in Europa il Real Madrid è stato enorme: come sottolinea infatti anche Marketing de Los Deportes, ogni anno il numero uno del Real ha investito sul mercato una media di 67,69 milioni di euro. La stagione 2009-10 è stata quella più dispendiosa per le casse del club di Madrid: per portare a Concha Espina CR7, Kakà, Xabi Alonso, Benezema, Albiol, Garay, Negrdo, Granero e Arbeloa, la società spagnola ha speso la bellezza di 264 milioni di euro nella compravendita di giocatori, il più costoso dei quali ovviamente è stato l’asso portoghese all’epoca in forza allo United (96 milioni di euro).

Quella invece in cui ha speso meno, l’ultima con Josè Mourinho sulla panchina (33,5 milioni di euro spesi nella stagione 2012-13 per Luka Modric dal Tottenham (30), Diego Lopez (3,5) e Essien a costo zero), al quale Perez ha speso relativamente “poco” considerando il peso del curriculum del tecnico lusitano e la vocazione alla spesa del presidente: “solo” 162 milioni di euro in tre anni, considerando i 73,5 nel 2010-11 e i 55 nel 2011-12. Le stagioni di “austerity” sotto la gestione Perez sono dunque state quattro: oltre a quella già citata con l’allenatore di Setúbal ancora al timone, quella 2003-04 (36 milioni di euro spesi), 2002-03 (45 mlioni), e l’ultima, con 82 milioni di euro investiti per l’acquisto di Mateo Kovacic dall’Inter (per 30 milioni), Danilo dal Porto (per 31,5 milioni), Casemiro, sempre dal Porto, (per 7,5 milioni), Kiko Casilla (per 6 milioni) e Lucas Vazquez dall’Espanyol per 1 milione.

Con Carlo Ancelotti, Perez è tornato a fare grandi spese e grandi cessioni: agli addii sparsi di Higuain, Ozil, Callejon e Di Maria, hanno fatto seguito 342 milioni di euro spesi in soli due anni (169 milioni nella stagione 2013-14 e 173 nella stagione 2014-15, le due economicamente più impegnative dopo quella già citata del 2009) per agguantare finalmente la Decima e tornare sul tetto del mondo con la vittoria del Mondiale per club nel dicembre 2014.

L’acquisto record, per l’attuale numero uno blancos, è stato quello di Gareth Bale dal Tottenham nel 2013: 105 milioni di euro spesi, seguito da Cristiano Ronaldo (96 milioni) e James Rodríguez (80 milioni di euro). In 13 stagioni, tuttavia, il Real Madrid sotto la gestione Perez ha incassato 401 milioni dalla vendita di giocatori (il record spetta ad Angel Di Maria, venduto al Manchester United per 84 milioni di euro), spendendo dunque realmente una cifra pari a 880 milioni di euro.