Udinese, stadio Friuli
Veduta aerea del cantiere del nuovo stadio Friuli

Stadio Friuli, Consiglio Regionale non vuole cambiare nome. L’Udinese ha avuto la possibilità di iniziare questa stagione in cui spera di fare meglio di quella passata in uno stadio Friuli completamente rinnovato e dove assistere alla partita è più piacevole grazie alla mancanza delle barriere, anche se continua a essere forte la discussione in merito a un possibile cambio di nome. Già nelle ultime settimane, infatti, si era parlato della possibilità di trasformare l’impianto in “Dacia Arena” dopo che il main sponsor dei friulani aveva dato la sua disponibilità a dare un contributo economico.

Il Comune di Udine era sembrato subito piuttosto favorevole approfittando della possibilità di poter contare su un introito di cinquecentomila euro l’anno che sarebbero stati utilizzati per migliorare gli impianti presenti sul territorio nazionale. Ben diverso però si è subito mostrato il parere di gran parte dei tifosi bianconeri, legatissimi alla denominazione “Friuli”, scelta diversi anni fa per ricordare il sacrificio di chi ha lasciato la propria vita per il bene della sua terra.

L’ideale sarebbe quindi trovare una soluzione che possa accontentare entrambe le parti. Questa sembra anche la volontà del Consiglio Regionale del Friuli: è stato espresso, infatti, oggi l‘auspicio he venga mantenuta la denominazione Stadio Friuli di Udine, a cui si possa aggiungere il nome dello sponsor. È il testo della mozione che l’Aula ha votato all’unanimità e che sostituisce la precedente formulazione promossa dal capogruppo di Forza Italia, Riccardo Riccardi.

Alla firma di quest’ultimo si sono aggiunte quelle di Diego Moretti (Pd), Alessandro Colautti (Ncd) e Claudio Violino (Misto). Sulla denominazione dell’impianto al termine dei lavori di ristrutturazione si era sviluppato un dibattito dopo che lo stesso Riccardi aveva auspicato “uno sforzo di buona volontà” per un equilibrio tra le diverse esigenze, così che una parte delle risorse possa essere messa a disposizione della società e all’attività del Comune. L’ordine del giorno del Consiglio regionale è stato così esaurito e i lavori sono terminati.