I prezzi sono cresciuti ancora, le polemiche dei tifosi continuano a strisciare e ad ottenere risonanza mediatica soprattutto in Italia, ma nel frattempo la Premier league continua ad incrementare i suoi ricavi. La Premier League ha chiuso la quarta giornata di partite dopo aver venduto un totale di oltre 1,4 milioni di biglietti – un notevole 95,8% di tutti i biglietti disponibili. 

A conti fatti c’erano solo 60.171 posti vacanti in 40 partite e fuori di una disponibilità dei biglietti totale di poco meno di 1,5 milioni di posti. In altre parole: il sold out è pressoché costante, anche perchè spesso i biglietti invenduti sono legati alla vendita a particolari condizioni, ad esempio agli under 16 accompagnati o ad altre categorie.

Il quarto turno giocato in questo week end ha registrato un ulteriore aumento della percentuale di riempimento, salendo al 95,2%, rispetto al 94,82% della scorsa settimana, anche se il record stagionale rimane quello del weekend di apertura del 97.36%, quando c’erano solo 6.878 posti vacanti in tutto il paese .

Dei venti club di premier league sono 8 quelli che realizzano più del 95% della capacità, con solo l’Aston Villa sotto del 90% a 82,73% (ma comunque in crescita rispetto all’anno scorso). Il club con il maggior numero di invenduti nell’ultima giornata è stato il Southampton (3.116) mentre tutto esaurito è stato fatto dallo Swansea City (che del resto ospitava il Manchester United, stesso avversario che ha portato il record stagionale al Villa Park): i gallesi sono stati i grandi vincitori della settimana aggiungendo la gioia del botteghino a quella della vittoria sul campo contro i Red Devils.

Come detto in tutto il Paese rimangono aperte le proteste dei tifosi, che nelle scorse settimane avevano minacciato azioni dimostrative esemplari (per l’inizio di ottobre) contro il caro-biglietti. Una protesta che tuttavia sembra fine a se stessa e non confortata dai numeri. La legge del mercato purtroppo impone spesso l’incontro tra la domanda e l’offerta, ed al momento sfugge quale dovrebbe essere il metodo alternativo: anche perchè spesso i tifosi che protestano sono gli stessi che acquistano pacchetti di abbonamenti e poi li rivendono partita dopo partita con prezzi al rialzo grazie ad un efficientissimo sistema di bagarinaggio online. I prezzi bassi, quindi, sarebbero solo un ulteriore incentivo ad alimentare questo mercato con prospettive di marginalità ancora superiori.

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