I discendenti di casa Agnelli hanno incassato quest’anno un dividendo ridotto dalle attività dalle numerose attività della famiglia piemontese. La Giovanni Agnelli & C.. ovvero la società in accomandita a monte di Exor, che a cascata controlla Fca, Cnh e in campo calcistico la Juventus, ha deciso di distribuire i soci (tutti rappresentanti della dinastia piemontese) un dividendo complessivo di 36,3 milioni in calo nei confronti dei 54,2 milioni erogati nel 2014. Lo riporta questa mattina il sito di Milano Finanza online

Bisogna ricordare che la Giovanni Agnelli & C Sapaz è la cassaforte di famiglia, ovvero la società in accomandita per azioni controllate dai vari rami della famiglia piemontese. La maggioranza è in mano agli Elkann in rappresentanza del ramo Giovanni Agnelli. La società controlla Exor al 51,3% che a sua volta controlla la Juventus con il 63,77%.

Nel dettaglio, l’assemblea della Giovanni Agnelli ha approvato per l’esercizio 2014 una cedola di 10 euro per ciascuna delle 3,5 milioni di azioni ordinarie e di 13,15 euro per ciascuna delle 34 mila circa azioni di categoria B. Il minor dividendo si spiega alla luce della riduzione dell’utile civilistico che anno su anno è passato dai 151,8 milioni del 2013 ai 105,1 milioni del 2014. Il restante profitto per 68,8 milioni è stato destinato a riserva.

Il sito del quotidiano finanziario spiega inoltre che il decremento della redditività deriva da minori dividendi incassati dalle partecipazioni (85,3 milioni) al netto delle maggiori plusvalenze pari a 35,6 milioni originate dalla liquidazione della lussemburghese Old Town, da minori oneri finanziari (2,7 milioni), da minori spese legali relative al procedimento Consob (100 mila euro) e da minori imposte (200 mila euro). Nel dettaglio il monte cedole incassato dall’accomandita si è ridotto anno su anno da 155,3 a 70 milioni provenienti per 42,4 milioni da Exor e per 27,6 milioni da Old Town.

Alla voce partecipazioni è rimasta solo la quota del 51,3% di Exor in carico a 1,34 miliardi che evidenzia una significativa plusvalenza di quasi 3 miliardi rispetto ai prezzi di borsa di fine 2014. Il patrimonio netto dell’accomandita è salito anno su anno da 458 a 560 milioni. Il bilancio consolidato della Giovanni Agnelli & C. si è chiuso con un utile di 237 milioni rispetto agli 1,2 miliardi del 2013 prima mentre il patrimonio netto è salito anno su anno da 4 a 4,5 miliardi. L’accomandita, infine, ha deliberato un nuovo buy back fino a 5 milioni per un massimo di 100 mila azioni e ha nominato il nuovo collegio sindacale che sarà presieduto da Lionello Jona Celesia.