Brasile, Dilma pone il veto a nuove proposte di debito dei club. Il presidente brasiliano Dilma Roussef potrebbe porre il veto alla “medida provvisoria 671”, che consentirà il rifinanziamento del debito dei club verdeoro, ma punta a introdurre nuove regole per una migliore gestione una maggiore trasparenza. Il Congresso e il Senato brasiliano, dove i voti non sono arrivati certo simbolicamente, infatti, ha approvato la “medida provvisoria 671” all’inizio di questo mese. Dal 3 agosto in poi il presidente Roussef aveva comunque 15 giorni per approvare o porre il veto a questa misura.

Arrivare a questa norma è stato comunque tutt’altro che semplice: la “medida provvisoria 671” può essere considerata un compromesso tra i parlamentari brasiliani e i dirigenti calcistici verdeoro, ma è stata fortemente sostenuta soprattutto dai club leader nell’hum metropolitano di San Paolo e Rio de Janeiro, e la Confederazione brasiliana di calcio CBF.

I deputati e i senatori, sotto pressione da parte di chi era contrario, sono poi arrivati ad ammorbidire il requisito secondo cui i club non possono più operare con un deficit sui libri per un’attenuazione graduale entro il 2021. Le società possono comunque gestire un deficit del 10% fino al 2017 e del 5% entro il 2019.

La proposta iniziale era però ancora più rigida: zero deficit di tolleranza nel 2021, ad eccezione dei club che non superano un fatturato di 1,4 milioni. La “medida provvisoria 671”, invece, mantiene la “Tassa Selic”, un prelievo di base sugli interessi per correggere le rate dei debiti contratti dai club.

Il senatore PDT Zezè Perrella, ex presidente del Cruzeiro, ha comunque voluto rassicurare chi appare timoroso dallo scenario che potrebbe presentarsi in Brasile: “Non stiamo anestetizzando i club, che pagano i loro debiti a 240 mesi, rispettando la “Tassa Selic”. Oggi il governo non riceve nulla dalle società L’elemento principale della “provvisoria medida” è proprio la preoccupazione relativa al salvataggio dei club e la responsabilità che si avverte per evitare una gestione troppo spericolata”.

La legge inoltre stabilisce che un massimo dell’80% delle entrate annuali può essere speso per il calcio professionistico. Inizialmente era stato proposto di destinare il 70% al calcio femminile per aiutarlo a svilupparsi, ma i membri del Consiglio, legati alla CBF, si sono opposti.

Si richiede inoltre che il mandato dei presidenti del club possa essere limitato a un massimo di quattro anni, con una possibile rielezione per un altro mandato. I senatori hanno invitato il presidente del Brasile a porre il veto alla misura e da quello che riportano i media brasiliani sembra che questo possa davvero succedere.