Dalla stagione 2015-2016 la Serie A avrà dei registi indipendenti (dalle televisioni). Li selezionerà, formerà e designerà Popi Bonnici, una carriera da regista del calcio Mediaset, designato dalla Lega come supervisore per il ruolo. Si conclude così la polemica nata dopo il (non) fuorigioco di Tevez in Juve-Milan e una discussione durata mesi – ma risolta in fretta – sull’opportunità o meno di accentrare nelle mani di Infront, l’advisor della Lega per i diritti tv, anche questa competenza. Alla fine i presidenti di A hanno detto sì. Fino ad oggi le cose avevano funzionato diversamente: per ogni giornata, sei partite venivano gestite (dalla ripresa alla messa in onda) dai team di Sky, tre da Mediaset e una dalla Lega. Ora quest’ultima ha preso il controllo della situazione: i professionisti che lavoreranno al prodotto-partita risponderanno direttamente alla Lega Serie A, in via esclusiva. Le televisioni che si sono aggiudicate i diritti tv per le dirette, scrive la Gazzetta dello Sport, potranno comunque integrare il prodotto come meglio ritengono. Ma ci sarà un unico segnale ufficiale della Serie A, che sarà controllato dalla Lega stessa, che ha anche alzato la qualità dell’immagine aumentando l’illuminazione negli stadi e il numero di telecamere.

Nell’assemblea di Lega di via Rosellini a Milano hanno votato sì 15 squadre, compresa la Juventus. Si sono astenute Fiorentina, Bologna, Sassuolo e Frosinone, mentre la Roma si è opposta. C’era il timore da parte di alcuni club – all’inizio di questa vicenda, anche la Juve era tra questi – che Infront arrivasse ad avere troppo potere. Ma ci sarà una commissione diritti audiovisivi, di cui faranno parte i club stessi, che detterà la linea editoriale. Popi Bonnici dovrà rendere conto a questo organismo e dovrà ruotare i registi, per fare in modo che non siano associati per troppe gare ad una sola squadra. Una sorta di designatore dei registi, invece che degli arbitri. Ai tempi dello scoppio della polemica sui registi indipendenti, Bonnici aveva detto: “Vorrei un’organizzazione forte che gestisca tutto, come la Bundesliga che ha creato un’agenzia che si occupa di produzione tv. I registi sarebbero al servizio della Lega, non dei broadcaster o di intermediari. E se sbagliano rispondono alla Lega”.

Nel frattempo l’assemblea di ieri ha rinviato la decisione sulla riforma del campionato Primavera (a partire dal 2016-2017), che prevedrebbe la creazione di tre categoria (una A a 16 squadre, poi B e Lega Pro) con promozioni e retrocessioni. Un’idea che era piaciuta ai responsabili dei settori giovanili della Serie A. Alcuni club vogliono vedere più chiaro sui costi.