Continuare a crescere e iniziare a vincere. Il progetto della Roma di Pallotta passa attraverso i risultati sportivi e le scelte strategiche. E mentre si lavora sul mercato – quasi fatta per Salah, si farà di tutto per Dzeko -, la squadra è in tournée in Australia per rafforzare il brand. Uno dei punti cardine dell’espansione del marchio giallorosso fuori dall’Europa, quasi al pari con il futuro stadio di proprietà. Di questo ha parlato Italo Zanzi, 41enne, amministratore delegato del club, numero 2 del presidente americano.

“Questo non è un progetto americano – ha chiarito nell’intervista al Corriere dello Sport – ma un piano strategico di calcio e business insieme. Noi vogliamo prendere sempre le migliori idee e i migliori manager, senza pensare quale sia la nazionalità. Abbiamo dimostrato questo anche nelle scelte dello staff”, che a fine giugno ha visto una piccola rivoluzione con l’ingresso di nuovi uomini di fiducia della dirigenza. “Ovviamente abbiamo una proprietà americana e gli Stati Uniti hanno una buona tradizione nello sport – ha sottolineato Zanzi – ma siamo molto contenti di dove siamo arrivati con il nostro progetto, abbiamo sempre lavorato in modo strategico, seguendo un piano, in campo e fuori del campo”.

Non tutte le squadre in Italia si sono mosse seguendo lo stesso paradigma. Eppure le prospettive della Serie A secondo Zanzi non sono così nere: “Innanzitutto penso che la parola crisi sia troppo forte. Ci sono cose positive, una Lega che ha fatto accordi per i diritti televisivi che sono al secondo posto al mondo. Una squadra è arrivata in finale di Champions, altre hanno fatto bene in Europa League. Ci sono tutti i presupposti per crescere. Ci sono tantissimi grandi giocatori, ottimi allenatori, c’è la volontà di crescere. Ovviamente ci sono sfide da vincere, migliorare gli stadi e la sicurezza. Non mi piace quando la gente parla in termini troppo pessimistici del calcio italiano, penso che abbiamo un grande futuro”.

Un primo passo per garantirselo è costruirsi uno stadio di proprietà, come ha fatto la Juventus. La Roma ha presentato il progetto al Comune e in Regione. Tra le squadre italiane è una di quelle più avanti, forse anche più del Milan che ha ricevuto i terreni della Fondazione Fiera ma non ancora l’ok dell’amministrazione. “Siamo molto fiduciosi, con il Comune abbiamo avuto ottimi rapporti – racconta Zanzi – e siamo fidiuciosi che sia lo stesso ora in Regione. Il progetto è stato studiato con flessibilità, per poterlo aggiustare, se necessario. Ma questo dipenderà dall’input che arriverà dalla Regione”. Che avrebbe trovato alcune criticità. “Noi siamo ottimisti, se c’è qualche cosa da rivedere siamo pronti a farlo nel modo giusto”. Uno dei principali alleati dei giallorossi è il sindaco Marino: “E’ stato molto positivo trovare una persona come lui, senza la sua visione e il suo lavoro forse non saremmo arrivati a questo punto. Il progetto lo ha analizzato, sa che è stato fatto bene. Credo che anche i suoi collaboratori abbiano apprezzato il nostro lavoro, è più facile se di fronte hai persone con una apertura mentale e con le quali si può lavorare insieme”.

Intanto si lavora sull’ormai celebre espansione del brand: “Funziona eccome – racconta Zanzi dall’Australia – oggi e ancora meglio domani. Noi siamo fiduciosi di come cresce il club, in campo e fuori. Tornei come questi sono importanti per portare a far conoscere la squadra a tanti tifosi e ad avvicinare anche quelli che non erano nostri tifosi. Un tifoso di qui mi ha detto: “Roma is hot”, è tosta. Mi ha fatto molto piacere. Abbiamo portato il nostro brand qui e poi in Indonesia”.

Sulla linea politica del club in Lega, vicina a quella della Juve ma lontana dall’asse Lotito-Galliani-Preziosi (che sostiene Tavecchio), Zanzi commenta: “Noi lavoriamo per costruire la migliore Roma possibile e per far crescere la Lega. Non ci interessa far parte di una struttura che divide. Non abbiamo preclusioni nei confronti di nessuno. Le Leghe che hanno avuto successo negli Stati Uniti e in Europa lavorano in modo collettivo ed efficace. In questi anni ho visto migliorare la Lega, ma dobbiamo fare di più, la cosa migliore per noi è essere aperti a qualsiasi proposta, senza una posizione politica rigida. Arriviamo al confronto con le mani libere e le idee chiare, svincolati da qualsiasi schieramento. Se un’idea è buona siamo pronti ad appoggiarla, qualsiasi sia il proponente. L’importante è migliorare la Lega e il sistema calcio“.

 

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