O la va o la spacca. Se con tutti gli acquisti di questo inizio estate (Kondogbia, Miranda, Murillo, Montoya, forse Salah e qualcun altro) l’Inter non riuscirà a tornare in Champions League, potrebbero essere dolori per i conti del club. Ma la strategia di Thohir, sin dall’ingaggio di Mancini, è comprensibile: senza risultati sportivi i ricavi non aumentano, e senza investimenti ottenere i risultati sportivi è piuttosto complicato. Ci vuole un azzardo iniziale, che il presidente interista ha deciso di portare avanti anche con l’avallo di Massimo Moratti. Senza il cui assenso alcune operazioni – vedi Kondogbia, 30 milioni in tre anni più altri 6/7 di bonus – non si sarebbero potute fare.

“La campagna acquisti dell’Inter mi piace. Si sarebbe potuto vivacchiare per alcuni anni, invece Thohir sta costruendo una squadra per vincere. L’Inter deve tornare in Champions. Se poi lo farà vincendo lo scudetto, tanto meglio”. A dirlo, in un’intervista alla “Gazzetta dello Sport”, è l’ex presidente dell’Inter, Massimo Moratti. “Kondogbia? Thohir mi ha chiamato, anche perché per statuto deve avere il mio assenso per operazioni superiori ai 20 milioni – ricorda -. L’ho sentito subito molto deciso e sono stato ben contento di dargli il mio ok”.

“Un’operazione importante – spiega Moratti – ma le alternative erano anche più care. Credo che sia stato un acquisto importantissimo per tutto. Per le esigenze della squadra, per permettere a Mancini di lavorare più tranquillo e per risvegliare l’ambiente, riportare entusiasmo. Meglio di Tourè? Certamente sì. Per una questione di ingaggio più basso e di età”. Secondo Moratti l’Inter ha ridotto il gap con la Juventus, “ma poi dovrà parlare il campo. Quale altra squadra vedo bene? La Roma, che nell’ultima stagione le ha pagate tutte e farà un grande campionato. Il Milan ha gli attaccanti, se saprà rinforzarsi anche in difesa farà molto bene. Mihajlovic? L’importante è che nei derby ritorni interista…”. No comment sulle polemiche con la Fiorentina per Salah (“Preferirei non parlarne”), Moratti commenta infine gli altri nuovi arrivi Miranda, Montoya e Murillo: “Il colombiano lo conosco poco, ma ha fatto una grande Copa America. Il brasiliano è forte ed esperto. Cosa che lo aiuterà a inserirsi in fretta. Per lo spagnolo parla la società di provenienza…”.