Sul tavolo del presidente del Torino, Urbano Cairo, sono arrivate tre offerte ufficiali per Matteo Darmian. Una di queste l’avrebbe presentata il Manchester United, che sarebbe disposto a mettere sul piatto 12 milioni più 3 di bonus per assicurarsi il laterale della nazionale italiana. Ma a queste cifre Cairo, che a settembre festeggerà i 10 anni di presidenza granata, non sembra disposto a privarsi di Darmian. I conti del club, come ha spiegato Cairo in un’intervista al quotidiano La Stampa, sono infatti sotto controllo e non c’è dunque una stretta necessità di fare cassa per riequilibrare il bilancio: “Non abbiamo debiti e non ho bisogno di vendere nessuno per far quadrare i conti”.

Eppure, a pochi giorni dall’avvio della nuova stagione (i granata si raduneranno mercoledì  in vista della partenza per Bormio sede del primo ritiro 12-26 luglio), la cessione di Darmian (che è in permesso fino al 16 luglio) sembra essere sempre più scontata. E’ lo stesso Cairo a spiegarne le ragioni. “L’anno scorso, dopo il Mondiale, gli dissi: Matteo se anche arrivassero richieste per te, quest’anno non ti posso vendere. Avevo già in partenza Immobile e Cerci, non potevo permettermi una terza uscita eccellente.  La prossima estate, però, ne riparliamo, gli promisi. Il calcio è questo. Ci può stare che un ragazzo straordinario come Matteo voglia provare a vincere la Champions. E il Toro la Champions non può vincerla”.

L'esterno del Torino, Matteo Darmian
L’esterno del Torino, Matteo Darmian

Il presidente del Torino assicura però che in caso di partenza di Darmian non ci saranno altre cessioni eccellenti. “Il mio desiderio assoluto è quello di cedere un solo giocatore. E a chi mi dovesse chiedere di partire risponderò come l’anno scorso a Matteo: aspetta un anno”.

Per quanto riguarda il mercato in entrata, dove Belotti resta un nome che piace, Cairo non è pronto a fare follie dal punto di vista finanziario, puntando all’acquisto di giocatori con un valore superiore a 15 milioni. “Con un fatturato da 60 milioni come il nostro, è un rischio elevato puntare su un giocatore da 15. Meglio diversificare, la nostra politica è quella di trovare giovani da 2-3-4 milioni. Se sbaglio il big, la società va in sofferenza. Don’t put all your eggs in one basket.. Non mettere tutte le tue uova in un cestino. Solo se metti in sicurezza l’azienda puoi investire sul futuro. Appena ho sistemato i conti de La 7 ho comprato una piattaforma per nuove frequenze. Così il Toro: non abbiamo debiti e non ho bisogno di vendere nessuno per far quadrare i conti. Avevamo un budget mercato a prescindere dalle cessioni. Non l’abbiamo ancora esaurito”.

Bilancio Torino 2014
Bilancio Torino 2014

Il presidente del Torino si sofferma anche sull’accordo tra Silvio Berlusconi e Bee Taechaubol sul Milan (“Io non l’avrei mai fatto, ma credo sia un’operazione legata alla quotazione nelle borse asiatiche. E per quello che ho letto Berlusconi, come al solito, ha fatto un piccolo capolavoro: ha avuto soldi freschi e tenuto la maggioranza. Straordinario), esprimendo un giudizio positivo sulle proprietà straniere in Serie A. “Se hanno trasformato la Premier nel campionato più ricco del mondo, possono fare bene anche qui. A patto che siano proprietà chiare“.

E sugli scandali che hanno travolto il calcio italiano, dalle scommesse al crack del Parma, il presidente del Torino sembra dare fiducia al numero uno della Figc, Carlo Tavecchio. “Bisogna gestire meglio la componente costi. Non è possibile introitare 1,2 miliardi dai diritti tv e veder fallire società. Guardi, io non ho votato Tavecchio ma sta facendo bene, la nuova normativa per l’acquisto delle società eviterà altri casi Parma“.