Fair Play Finanziario, arriva il ricorso Uefa contro la sentenza di Bruxelles

La Uefa ha presentato ricorso contro la sentenza del Tribunale di primo grado di Bruxelles, in merito alla seconda fase del Fair Play Finanziario.

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La Uefa ha presentato ricorso contro la sentenza del Tribunale di primo grado di Bruxelles, in merito alla seconda fase del Fair Play Finanziario, prevista dalle normative della Confederazione del calcio europeo. Il ricorso ha un effetto sospensivo, quindi di al momento, secondo il quotidiano sportivo francese L’Equipe, l’Uefa potrà continuare a seguire le norme interne che regolano la materia.

La sentenza, di primo grado, è quella che la settimana scorsa ha visto assegnare un primo punto al legale belga Jean Luis Dupont.

L’avvocato che difese Bosman nella ormai famosa sentenza che ha di fatto cambiato il corso del calciomercato, ha ottenuto dal Tribunal de Première Istance de Bruxelles il deferimento alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea di una parte del Fair Play Finanziario, quella che limita il deficit di bilancio dei club messi sotto osservazione dalla Uefa. Di fatto, si tratta di una sospensione della braek even rule, sulla quale ora dovrà esprimersi la Corte di Giustizia europea.

La riunione di Praga

Attualmente, il primo triennio del Fair Play Finanziario prevede una perdita massima di 45 milioni di euro, che scenderanno a 30 nel prossimo biennio. Non è detto però che le cose siano destinate a rimanere tali. Tra oggi lunedì 29 giugno e domani il Governo europeo del calcio si riunisce a Praga tramite il proprio Comitato Esecutivo, per prendere alcune importanti decisioni: sull’agenda di Michel Platini c’è la scelta delle finali dei tornei Uefa del 2017, ma soprattutto la possibilità che il FFP vada incontro ad importanti cambiamenti che potrebbero riguardare il cosiddetto “welcome package”, ovvero il pacchetto di benvenuto economico (con sanzioni meno restrittive) per i nuovi investitori che decidono di apportare capitali nel pallone continentali. Un cambio che però non avrebbe effetti retroattivi, come spiegato tempo fa da Ernesto Paolillo, uno dei padri del FFP, a Calcio e Finanza.