Brindisi iscrizione serie d – Come ormai ogni estate negli ultimi anni, arriva il momento in cui nei giorni prima delle scadenze all’iscrizione ai vari campionati, qualche squadra rischia di non farcela. In Puglia, un club che ormai molti davano per spacciato era il Brindisi, che visti i debiti sembrava destinato a retrocedere d’ufficio e ripartire dalla Prima Categoria.
Le cose però potrebbero cambiare, visto il comunicato diramato dalla società. “I dipendenti e collaboratori brindisini della Ssd Città di Brindisi, rendono noto che a seguito di laboriose trattative con la vecchia proprietà, sono giunti ad ottenere la cessione delle quote di Vito Morisco ad un loro fiduciario e la sua cessazione da ogni carica, nonché la rinuncia da parte di Antonio Flora ad ogni credito per le anticipazioni da lui effettuate in favore della società, nonché l’impegno alla sistemazione della debitoria con gli istituti di credito senza aver nulla a pretendere a tal riguardo da parte della società”, recita il comunicato.
“Contemporaneamente hanno avuto a disposizione l’esatta situazione contabile della società che è attualmente allo studio di professionisti esperti del settore. A questo punto l’obbiettivo immediato, per evitare la perdita del titolo sportivo, è quello di iscrivere la squadra entro il 10 luglio, cosi come previsto dalla Figc, al prossimo campionato di serie D. Ovviamente si attenderanno gli esiti del processo sportivo al fine di sapere con certezza a quale campionato verrà consentito di partecipare”. Il processo sportivo è quello che segue all’inchiesta “Dirty soccer” della Procura di Catanzaro e che ha visto coinvolte alcune squadre di Lega Pro e Serie D per alcune partite truccate, tra cui figura anche il Brindisi. Ora la squadra è in vendita e si cercano nuovi acquirenti.
Per la squadra biancazzurra si tratta dell’ennesima corsa contro il tempo per evitare fallimenti e ricorsi a nuovi club. La società è fallita la prima volta nel 2004, rinascendo come Football Brindisi 1912. La seconda volta nel 2011, diventando Città di Brindisi Calcio. L’ex patron Antonio Flora, in una recente intervista in una tv locale, aveva spiegato: “Sono arrivato a Brindisi trovando una squadra alla deriva, 700 mila euro di debiti. Davanti a quattro testimoni il Comune si impegnò a ripianare parte di quei debiti. Chi pensate che abbia pagato alla fine? Grazie a chi a Brindisi esiste ancora una squadra di calcio? Nel campionato scorso abbiamo fatto un buon lavoro, nonostante all’interno ci fosse gente che remasse contro. Lo scorso anno ho avuto 133 mila euro di sponsor. Quest’anno 39mila. Come è possibile fare calcio con questi soldi?”