“Altre persone sono indagate ma al momento non diamo i nomi perché non è correto che apprendano il procedimento attraverso la stampa”. Lo hanno annunciato gli inquirenti nella conferenza stampa in corso a Catania sugli arresti di 7 persone, compreso il presidente del Catania Antonino Pulvirenti, con l’accusa di aver comprato diverse partite dell’ultima Serie B. “Almeno cinque partite, forse sei sono state truccate con somme di denaro versate a giocatori”, ha detto il procuratore di Catania Giovanni Salvi. Che nel corso della conferenza ha elencato quali sono le partite sospette: si tratta di Varese-Catania 0-3, Catania-Trapani 4-1, Latina-Catania 1-2, Catania-Ternana 2-0, Catania-Livorno 2-1 e Catania-Avellino 1-0. E ora inevitabilmente anche altre società, quelle coinvolte nelle gare sospette, tremano. Ma anche altri nomi di indagati alla fine sono stati rivelati: tra gli indagati nell’operazione di polizia ‘I treni del gol’ figurano anche Pietro Lo Monaco (proprietario Messina calcio), Fabrizio Ferrigno (direttore sportivo Messina), Alessandro Failla (Ad Messina calcio), Alessandro Bernardini (difensore Livorno), Riccardo Fiamozzi (difensore Varese), Luca Pagliarulo (difensore Trapani), Matteo Bruscagin (difensore Latina). I giocatori avrebbero ricevuto, in media, 10 mila euro ciascuno.

Le intercettazioni
“Se non ci pensavamo noi in queste cinque partite, a questo punto il Catania era retrocesso”. E’ solo una delle frasi dei personaggi arrestati nell’inchiesta “I treni del goal”, che ha portato alla custodia cautelare di 7 persone. Nelle intercettazioni, diffuse dalla polizia e che potete ascoltare nel video qui sotto, si capisce che Daniele Delli Carri – ex dg del Catania – era l’uomo incaricato di trattare la compravendita delle partite, attraverso l’intermediazione di altri personaggi.

“Tutto partiva da Pulvirenti”
“Gli arresti sono arrivati dopo un’indagine molto complessa e nata da una denuncia dello stesso Catania”. Lo ha detto il dirigente della Questura Antonella Paglialunga in conferenza stampa a Catania. “I sospetti sono nati prima della partita con il Varese (che il Catania vinse) ma lo schema era sempre lo stesso. Tutto partiva dal presidente Pulvirenti che dava avvio al tentativo di combine con l’agente di scommesse online Giovanni Impellizzeri. A quel punto – spiega Paglialunga – si attivava uno schema di combine grazie all’altro agente Piero di Luzio prima della consegna del denaro ai giocatori per truccare le partite”. Anche il nome dell’operazione di polizia, ‘I treni del gol’ non è casuale. Infatti nel linguaggio delle combine i treni erano le partite da truccare mentre gli orari dei treni rappresentavano i numeri dei giocatori ‘comprati’ per alterare i match.

Il presidente: “Io estraeo ai fatti”
In tarda mattinata è arrivato anche il commento del presidente del Catania Pulvirenti, che tramite il suo avvocato Giovanni Grasso si è detto “estraneo” alle accuse contestate e “certo di potere dimostrare la totale estraneitò ai fatti”, riponendo “massima fiducia nella magistratura”. Il presidente – ha detto il legale – “intende prendere delle decisioni immediate sul suo ruolo nella Societa’ Calcio Catania spa, al fine di potersi difendere con la massima serenità e di salvaguardare gli interessi della società sportiva”. Si attendono a breve le sue dimissioni.

“Sbalzi anomali nei flussi di scommesse”
“Ci risulta che le partite sono state comprate dopo un periodo di grande difficoltà del Catania, ma naturalmente lavoriamo anche sull’ipotesi che questo abbia delle implicazioni sulle scommesse clandestine”, ha spiegato il procuratore di Catania, Giovanni Salvi, a margine  della conferenza stampa. “Sono stati segnalati improvvisi ‘sbalzi’ nelle quotazioni, operazioni anomale derivate dalla conoscenza e dalla consapevolezza che il risultato sarebbe stato già noto”. Dunque oltre a comprare le partite, il Catania e i “complici” della società, cioè quelli che le partite le vendevano, avrebbero generato anche un flusso di calcioscommesse su quelle gare vendute.