Il pacchetto azionario del Lecce sarà ceduto da Savino Tesoro a un gruppo di imprenditori salentini e laziali e il pacchetto di maggioranza sarà detenuto da Pantaleo Corvino, attuale direttore sportivo del Bologna e con un passato dirigenziale con Lecce e Fiorentina.
Questo l’annuncio dato poche ore fa ma immediatamente smentito dallo stesso Corvino che attraverso l’Ansa ha fatto sapere di non essere coinvolgo nell’operazione.
L’accordo per la vendita della società giallorossa, che sarà formalizzata il prossimo 22 giugno, è stato raggiunto a Roma presso lo studio dell’avvocato Saverio Sticchi Damiani, legale rappresentante della nuova cordata.
Ma a quanto pare Corvino non sarà coinvolto nonostante le indicazioni iniziali portassero al suo nome.
Per martedì 23 giugno è stata indetta a Lecce una conferenza stampa nella quale verranno diffusi i dettagli dell’operazione. Sino al 30 giugno, a quanto si è appreso, vecchia e nuova proprietà lavoreranno per l’iscrizione della squadra al campionato di Lega Pro e al versamento delle relative fideiussioni.
Nei giorni scorsi le parti avevano lavorato alacremente per far quadrare i conti.
Il primo incontro ufficiale tra alcuni esponenti del gruppo di imprenditori rappresentati dall’avvocato Saverio Sticchi Damiani e gli attuali proprietari del Lecce era servito infatti ieri per fare il punto della situazione e soprattutto per avere conferma della volontà delle parti di giungere quanto prima ad un accordo soddisfacente per tutti.
Le parti si erano incontrate a Torre Lapillo nella residenza estiva di Tesoro con l’obiettivo di fare chiarezza su vari aspetti della vicenda. All’incontro avevano partecipato con Tesoro, il figlio Antonio, i commercialisti Savino Vigilante e Luigi Di Roma, l’avvocato Saverio Sticchi Damiani, l’avvocato Domenico Zinnari, il professor Stefano Adamo che ha curato la relazione sulla situazione economica della squadra e un rappresentante della cordata di imprenditori interessati a rilevare il Lecce.
Ora l’impressione è che la situazione sia destinata a definirsi in maniera chiara al più presto, anche se il caso Corvino lascia ancora interrogativi sulla soluzione della vicenda.