In assenza dei Mondiali o degli Europei, nel Vecchio Continente nulla muove gli animi dei tifosi – e una vagonata di quattrini – come la finale di Champions League. Le aziende fanno a gara per piazzare la propria pubblicità negli spazi televisivi intorno a quei 90 minuti e sulle pagine di giornale dedicate (prima e dopo) alla sfida. Così una società di marketing, media intelligence e monitoraggio della stampa ha provato a calcolare l’impatto economico sulla stampa italiana della gara tra Barcellona e Juventus, giocata lo scorso sabato 6 giugno. Kantar Media voleva capire come la Champions avesse influenzato i media italiani (e conseguentemente gli sponsor).

Nel giorno del match e in quello successivo, il 6 e il 7 giugno, solo sulla carta stampata – riporta Pubblicità Today – la finale di Champions ha generato un flusso di 251 articoli, con un’impatto sull’audience vicina ai 265milioni di contatti potenziali: il valore della notizia avrebbe raggiunto in due giorni circa 9,3 milioni di euro. Non si parla ovviamente solo di stampa specializzata, anzi: sul totale dell’impatto pubblicitario della finale di Champions League, più di 7 milioni di euro sono stati spesi su quotidiani locali e nazionali, esclusi Gazzetta, Corriere dello Sport e Tuttosport.

Ai giornali italiani, tifo calcistico a parte, conveniva sostenere la Juve anche per un mero ritorno economico. Se i bianconeri avessero vinto la Champions League, la spesa per la pubblicità sui giornali del giorno dopo sarebbe cresciuta a dismisura: la tiratura delle copie di una grande vittoria – si pensi all’edizione del 10 luglio 2006, che ha stabilito un record per quasi tutti i giornali, compreso quello storico di tutti i tempi della Gazzetta dello Sport: oltre 2 milioni di copie in un solo giorno – aumenta in modo esponenziale. Così come i pezzi pubblicati a riguardo: in Spagna ai lettori del Barcellona campione d’Europa per la quinta volta sono stati “proposti” 916 articoli nei due giorni di cui si è tenuto conto. Non saremmo stati da meno.